Polizia provinciale sempre in agitazione

BRINDISI – I lavoratori della polizia provinciale cui l’ex presidente Massimo Ferrarese ha lasciato in eredità un nuovo, contestatissimo regolamento, in attesa della convocazione da parte del prefetto Nicola Prete dopo la comunicazione della richiesta della procedura di raffreddamento, confermano sia lo stato di agitazione che la richiesta di revoca del regolamento stesso. E questa volta il pressing si orienta sul nuovo inquilino di Palazzo De Leo, il commissario straordinario Cesare Castelli, il quale resterà al timone della Provincia di Brindisi sino alla nascita del nuovo ente di secondo grado che ne vedrà la fusione con un altro territorio.

Polizia provinciale

BRINDISI – I lavoratori della polizia provinciale cui l’ex presidente Massimo Ferrarese ha lasciato in eredità un nuovo, contestatissimo regolamento, in attesa della convocazione da parte del prefetto Nicola Prete dopo la comunicazione della richiesta della procedura di raffreddamento, confermano sia lo stato di agitazione che la richiesta di revoca del regolamento stesso. E questa volta il pressing si orienta sul nuovo inquilino di Palazzo De Leo, il commissario straordinario Cesare Castelli, il quale resterà al timone della Provincia di Brindisi sino alla nascita del nuovo ente di secondo grado che ne vedrà la fusione con un altro territorio.

I sindacati Fp Cgil, Fpl Uil e Csa “in attesa di convocazione da parte del signor Prefetto, che legge per conoscenza”, rinnovano a Castelli “la richiesta di revoca del provvedimento in argomento per le stesse motivazioni riportate ed esplicitate nella citata nota del 15 ottobre”. Il regolamento contestato, adottato con delibera numero 131 dell’11 settembre scorso, viene contestato in toto dal personale della polizia provinciale. Quindi Castelli a sua volta eredita questo malessere e queste istanze, oltre al riconfermato staff di Ferrarese, di fatto controparte sindacale anche in precedenza.

Cosa contestano lavoratori della polizia provinciale e sindacati? Ecco l’elenco delle rivendicazioni che accompagna la richiesta di revoca del nuovo regolamento del corpo voluto da Massimo Ferrarese.

Il Regolamento è stato adottato con metodi e procedure antisindacali. All’informativa dell’Ente del 14 agosto, seguiva la richiesta d’incontro del 21 agosto che non veniva accolta, adottando l’atto in giunta il 22 agosto. Dopo la mobilitazione di tutto il personale, si apriva un flebile confronto durato ventiquattr’ore: l’11 settembre l’amministrazione presentava una sua nuova proposta che veniva approvata il giorno successivo (il 12 settembre) malgrado il parere negativo della maggioranza delle organizzazioni sindacali e della Rsu, e la richiesta di revoca in toto del nuovo Regolamento da parte dell’assemblea del personale.

Il Regolamento non rispetta la prevista autonomia dei Corpi di Polizia. Il Regolamento nonché la nuova macrostruttura ed organigramma dell’Ente (adottata con delibera n. 147 del 2 ottobre 2012)  non rispettano quanto previsto dalla vigente normativa nazionale (n.65/86) e regionale (n.37/2011) in materia. Infatti il Corpo di polizia locale non può costituire struttura intermedia di settori amministrativi più ampi, né può essere posto alle dipendenze del dirigente e/o responsabile di diverso settore amministrativo;

Il Regolamento  delegittima la figura del Comandante. Non solo non prevede per il Comandante la qualifica e la posizione apicale previste per l’Ente d’appartenenza ma addirittura crea la figura di un vicecomandante di pari livello giuridico ed economico.

Il Regolamento prevede la presenza di figure professionali anomale in difformità dell’Ordinamento professionale del vigente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Si affidano ad alcuni appartenenti improprie funzioni di Ufficiali di Polizia Giudiziaria mentre altri vengono inseriti nei servizi di polizia a fronte di decreti prefettizi di Agente di P.S. rilasciati a personale autista a fronte di  richiesta dell’Ente per altre finalità.

Il Regolamento non rispetta i gradi e distintivi di grado per la polizia locale. Quanto previsto contrasta integralmente con la legge regionale vigente in materia (n. 2/1989).

Il Regolamento lascia di fatto nell’Ente l’esistenza di due Polizie Stradali. Infatti non risolve il problema, sollevato anche da organi superiori, della presenza di una doppia vigilanza stradale. Si continua a lasciare fuori dal Corpo di Polizia Provinciale, e dal Nucleo Stradale in particolare, gli appartenenti (cantonieri ex Anas e capo cantonieri) all’Area della Vigilanza Stradale del Settore stradale nonostante abbiano riconosciute competenze e professionalità.

Il Regolamento  lascia fuori dalla Polizia Provinciale il Settore di Protezione Civile. In contrasto con quanto previsto dalla Legge Regionale n.37/2011 che prevede addirittura l’utilizzo in comune delle sale operative.

Il Regolamento contrasta con quanto previsto dalla legge in materia di custodia delle armi. Si prevede, infatti, non la facoltà ma addirittura l’obbligo, da parte degli appartenenti al Corpo, di detenzione dell’arma nella propria abitazione nonostante l’esistenza dell’armeria presso il Comando.

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