Rapina in treno: condanna e arresto

OSTUNI – Fece irruzione in un vagone, improvvisando una rapina e creando lo scompiglio sul treno. A distanza di sei anni la Giustizia gli presenta il conto. Così Giuseppe Milone, 36 anni, ostunese, già sorvegliato speciale, è tornato in carcere, per scontare un residuo di pena di 10 mesi.

Il Tribunale di Brindisi

OSTUNI – Fece irruzione in un vagone, improvvisando una rapina e creando lo scompiglio sul treno. A distanza di sei anni la Giustizia gli presenta il conto. Così Giuseppe Milone, 36 anni, ostunese, già sorvegliato speciale, è tornato in carcere, per scontare un residuo di pena di 10 mesi.

Gli agenti del Commissariato di Pubblica sicurezza della Città bianca, coordinati dal vice questore Francesco Angiuli, nella serata di ieri, lo hanno rintracciato e tratto in arresto sulla scorta di un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dal Procuratore aggiunto della Procura di Brindisi, Nicolangelo Ghizzardi.

Il provvedimento restrittivo è stato dunque emesso a margine di una sentenza del 2006 pronunciata dai giudici del Tribunale di Brindisi, confermata dalla Corte di Appello di Lecce e divenuta esecutiva nello scorso mese di luglio. Milone, che alle spalle ha diversi precedenti, è stato riconosciuto colpevole di concorso in rapina. I fatti risalgono al maggio del 2005. Il trentaseienne, sorpreso in treno ad arraffare alcuni oggetti (telefoni cellulari e portafogli) all’interno dello scompartimento riservato al personale viaggiante delle Ferrovie dello Stato, fu inseguito e bloccato dai ferrovieri, nei pressi della Stazione di Fasano.

Ne scaturì una colluttazione, con gli operatori delle ferrovie fatti oggetto di minacce e percosse, sia da Milone che da una donna, sua complice. In quella circostanza l'uomo fu denunciato e tratto in arresto. Oggi per quell’episodio la Giustizia ha chiuso i conti, confermando la condanna definitiva a due anni di carcere: pena giù in parte espiata. Così, al termine delle formalità di rito, Milone è stato associato alla Casa Circondariale di Brindisi, dove dovrà scontare la pena residua di 10 mesi di reclusione.

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In cella c’era finito anche lo scorso anno. Sospettato di aver messo a segno un furto presso un noto esercizio commerciale di alimentari in città (Cifo), il pregiudicato ostunese finì in manette, per effetto di una specifica attività investigativa avviata sempre dagli agenti del commissariato di pubblica sicurezza di Ostuni.

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