“Rifiuti, falsa testimonianza dell’ex geometra del Comune”

Per la Procura, Leobilla e Pecere con il sindaco di Villa Castelli, Caliandro, avrebbero istigato Pasquale Giovane a rendere dichiarazioni non veritiere al Tribunale di Brindisi nel processo instaurato dalla Reteservizi

BRINDISI – Non solo corruzione. Anche falsa testimonianza in Tribunale. Dagli atti dell’inchiesta nata attorno alla gestione dei rifiuti nel Brindisino, per mano della società Retersevizi, emergono dichiarazioni nel corso di un processo civile che la Procura ha ritenuto “pilotate”, vale a dire “concordate tra gli imprenditori Pasquale Leobilla e Angelo Pecere da un lato, e il sindaco di Villa Castelli, Vitantonio Caliandro dall’altro”.

La falsa testimonianza

Pasquale Leobilla-2I due imprenditori, nel frattempo ai domiciliari dopo essere stati in carcere per otto giorni, e il primo cittadino, ancora ristretto nella sua abitazione dopo aver respinto le accuse, sono indagati anche per “concorso in falsa testimonianza” assieme al geometra Pasquale Giovane, in qualità di responsabile dell’ufficio Lavori pubblici e Ambiente dell’Amministrazione comunale di Villa Castelli. Giovane è rimasto indagato a piede libero e avrà modo di chiarire la sua posizione rispetto alla contestazione mossa dal sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza e condivisa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Paola Liaci.

La vicenda sarebbe stata già oggetto di domande da parte del gip e dello stesso pm a Leobilla e a Pecere, in sede di interrogatorio di garanzia. Si sa che entrambi hanno “reso ampia confessione” in ordine alle condotte contestate, dal momento che l’attenuazione della misura con il riconoscimento dei domiciliari è stata determinata proprio dall’ammissione degli addebiti. Quel che, al momento, non è dato sapere, è se la confessione abbia riguardato anche questo aspetto. E, in tal caso, cosa abbiamo sostenuto i due.

I ruoli contestati

Vitantonio Caliandro-3Ad oggi resta  il ruolo di “istigatori-determinatori” contestato a Pecere e a Leobilla assieme a Caliandro, mentre Giovane viene indicato come “esecutore materiale” per aver “reso una falsa deposizione testimoniale innanzi al Tribunale di Brindisi, sezione distaccata di Francavilla Fontana, nell’ambito del procedimento civile instaurato dalla Reterservizi contro il Comune di Villa Castelli”. Oggetto del contenzioso era “il credito assertitamente maturato dalla società, quale maggiore costo sostenuto dall’impresa per lo svolgimento di un servizio aggiuntivo rispetto alle originarie previsioni contrattuali di raccolta dei rifiuti”.

Più esattamente, “Giovane deponendo come testimone della parte convenuta all’udienza del 5 marzo 2014, quale responsabile dell’ufficio Lavori Pubblici e Ambiente, dichiarava  - contrariamente al vero -  che la società aveva posizionato diversi e ulteriori cassonetti”. Gli accertamenti hanno dimostrato che “i cassonetti erano rimasti sempre gli stessi”. In tal modo sarebbe stata “fornita una deposizione indispensabile per l’accoglimento della domanda proposta da Reteservizi contro il Comune di Villa Castelli”.

Le recenti azioni legali

Il Tribunale ha rigettato l’istanza della srl il 13 febbraio 2017 e sette giorni dopo ha depositato domanda diretta al Comune per il “riconoscimento dei debiti fuori bilancio”, per poi ricorrere al Tar lo scorso 12 giugno.

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