"Vado a uccidermi", e lascia la scuola

BRINDISI – “Vado ad uccidermi”… e scompare per ore gettando nel panico una scuola e la famiglia. Ore di apprensione stamattina al Liceo scientifico Enrico Fermi di Brindisi, dove uno studente del quinto anno, prima chiede al professore di andare in bagno, e strada facendo si dilegua nel nulla facendo piombare l’istituto in ore interminabili di angoscia. Giornata da incubo al liceo scientifico dove già prima dell’ingresso a scuola il giovane aveva avuto modo di mettere in agitazione i suoi compagni di classe con allusioni all’intenzione di volerla fare finita.

Ricerche da parte della polizia

BRINDISI – “Vado ad uccidermi”… e scompare per ore gettando nel panico una scuola e la famiglia. Ore di apprensione stamattina al Liceo scientifico Enrico Fermi di Brindisi, dove uno studente del quinto anno, prima chiede al professore di andare in bagno, e strada facendo si dilegua nel nulla facendo piombare l’istituto in ore interminabili di angoscia. Giornata da incubo al liceo scientifico dove già prima dell’ingresso a scuola il giovane aveva avuto modo di mettere in agitazione i suoi compagni di classe con allusioni all’intenzione di volerla fare finita.

Ma nel corso della mattinata lo spettro evocato poco prima è sembrato trasformarsi in una reale intenzione a compiere un insano gesto mettendo tutti in allarme, Squadra mobile compresa. Gli agenti guidati dal vice questore Francesco Barnaba, hanno impiegato qualche ora per incollarsi sulle tracce giuste dello studente, chiudendo la vicenda con un lieto fine, intorno alle 13, grazie ai colleghi di Bari.

Era da poco suonata la campanella quando il ragazzo si è allontanato spontaneamente dall'istituto dove stava frequentando regolarmente le lezioni. Al professore di turno ha chiesto di poter andare al bagno ed è uscito dalla sua classe. Nei corridoi – secondo i racconti resi a professori ed investigatori da alcuni studenti - avrebbe incrociato un suo compagno al quale avrebbe riferito la frase agghiacciante: “Vado ad uccidermi”. Poi ha fatto perdere le tracce.

In classe non ha più fatto rientro, inutili le ricerche dentro e fuori dal liceo. Immediato l’allarme alla polizia che si è messa sulle sue tracce ascoltando chiunque lo avesse visto e cercando di capire la psicologia di un giovane spesso taciturno, introverso, con una sensibilità particolare che gli faceva vivere un disagio interiore noto anche ai genitori. Per questo quelle parole sono suonate come un campanello d’allarme trasformando l’attesa del ritrovamento in un vero e proprio incubo.

Fortunatamente, gli investigatori della questura di Brindisi non sono a digiuno nelle nuove tecnologie, anzi: mentre alcuni investigatori si muovevano a scuola cercando di comprendere il profilo del ragazzo, altri cercavano in città, altri ancora sono riusciti ad agganciare la cellula del telefonino del giovane che indicava il suo spostamento – non è noto come ci sia arrivato - su Bari (il margine di errore nel rilevamento è di circa due chilometri).

Accertata la posizione, la squadra mobile di Brindisi ha contattato i colleghi del capoluogo di regione che hanno avviato le ricerche in strada. Questi ultimi – girando con la foto dello studente sul cruscotto - sono riusciti a mettersi in contatto col ragazzo e a dialogare con lui riuscendo alla fine ad intercettarlo mentre parlavano al telefono. Portato in questura il giovane è stato ascoltato dagli agenti, poi la telefonata liberatoria alla famiglia: “Sto bene, torno a casa”.

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