«I fanghi di Micorosa saranno "tombati"»

BRINDISI - «I fanghi di Micorosa non finiranno nella piattaforma polifunzionale di Termomeccanica, se e quando entrerà in funzione». Il presidente dell'Asi Marcello Rollo fa chiarezza su bonifiche e termovalorizzatore. «Abbiamo fatto ciò che la legge imponeva di fare, ora la decisione spetta a Provincia e Regione».

Marcello Rollo

BRINDISI - «I fanghi della discarica Micorosa non potranno essere bruciati nel termovalorizzatore, che invece acoglierà rifiuti speciali, tossici, nocivi e sanitari che potranno arrivare da ogni parte d'Italia e anche dall'estero, sempre che Provincia e Regione rilascino Via e Aia». Il presidente del Consorzio Asi Marcello Rollo fa chiarezza su ruoli, competenze e futuro della maxidiscarica da bonificare, sul progetto presentato dalla Termomeccanica e sull'operato dell'ente che presiede: «Abbiamo fatto, e continueremo a fare, tutto ciò che prevede la legge. Nulla di più». E su Micorosa precisa: «Quei fanghi non si muoveranno da lì, saranno "tombati”».

Rollo ha deciso di convocare la conferenza stampa dopo aver ricevuto la lettera delle mamme del No al carbone, dopo l'appello dei dipendenti della piattaforma, rimasti senza lavoro dopo l'abbandono di Veolia, e dopo i numerosi articoli usciti negli ultimi giorni sulle questioni bonifiche, Micorosa, Termomeccanica.

«Credo opportuno fare un po' di chiarezza, poi ognuno potrà trarre le proprie considerazioni». Il presidente ha ricordato la storia della Piattaforma polifunzionale situata alla zona industriale, a ridosso del petrolchimico: la costruzione da parte della De Bartolomeis con i fondi statali, il passaggio alla Termomeccanica, poi l'arrivo di Veolia, fino al nuovo progetto presentato da Termomeccanica per rimettere in moto la piattaforma: un investimento da 52 milioni di euro, 25 dei quali andrebbero alle aziende locali, 200 operai coinvolti in fase di cantierizzazione, 50 nuovi posti di lavoro, e il 30 per cento in meno di emissioni inquinanti rispetto all'impianto esistente, grazie a nuove tecnologie che sfruttano il bicarbonato.

«Abbiamo salvaguardato un bene pubblico, voluto e finanziato dallo stato, costato 52 miliardi di lire, ma ora non tocca a noi dire se il progetto di Termomeccanica è accoglibile».

In attesa di saperlo, l'Asi ha chiesto a Veolia danni per 38 milioni di euro per l'abbandono della struttura, ma dal curatore fallimentare del tribunale di La Spezia ha ottenuto il riconoscimento di soli 600 mila euro.

Alla conferenza di Rollo c'erano numerosi attivisti del movimento "No al Carbone”. E sono stati loro a chiedere al presidente se ci si può fidare dell'Aia, se l'Arpa è in grado di effettuare i controlli, e se è giusto «accettare tutti i mostri, perché dobbiamo risolvere il problema della disoccupazione. Sembra che a Brindisi nessuno abbia figli da tutelare».

La risposta di Rollo è stata franca e sincera: «Io faccio il presidente dell'Asi e sono tenuto a fare ciò che la legge mi impone, poi da privato cittadino, o da politico, potrei risponderle diversamente».

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