Edipower va avanti: "Piano presentato"

BRINDISI - Edipower va avanti: l’azienda milanese ex Edison annuncia oggi l’avvenuta presentazione al ministero competente del Piano di adeguamento dell’impianto che Consales (ma anche un ampio schieramento di forze politiche e movimenti) boccia.

La centrale Edipower-A2A di Brindisi Nord Costa Morena

BRINDISI – Il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, proprio ieri sera in un dibattito sui temi ambientali alla festa dell’associazione Sviluppo e Lavoro, cui hanno partecipato l’assessore regionale Lorenzo Nicastro, il capogruppo alla Camera di Sel, on. Gennaro Migliore, e il direttore scientifico di Arpa Puglia, Massimo Blonda, ha ribadito che la posizione dell’amministrazione comunale sulla termoelettrica Edipower – A2A è quella della chiusura dell’impianto, l’azienda milanese ex Edison annuncia oggi invece l’avvenuta presentazione al ministero competente del Piano di adeguamento dell’impianto che Consales (ma anche un ampio schieramento di forze politiche e movimenti) boccia. Insomma, si andrà al braccio di ferro.

“Come previsto dal decreto di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), relativo alla centrale termoelettrica di Brindisi -entrato in vigore il 13 settembre 2012 - Edipower ha presentato oggi al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare un Piano di Adeguamento per l’esercizio della centrale”, si legge nella nota di Edipower. “La presentazione di questo Piano di Adeguamento dell’impianto, in ottemperanza a quanto previsto dal decreto Aia in vigore, consente alla centrale la prosecuzione della propria attività di produzione di energia elettrica. Al contempo – fa sapere la società - Edipower procederà, entro la fine del mese di settembre, a richiedere una nuova Aia basata sul progetto già presentato agli Enti, alle associazioni, ai sindacati e ai comitati brindisini sin da gennaio 2013. Di questo, la società ha già provveduto ad informare il Ministero dell’Ambiente”.

Quindi le opposizioni tecniche al progetto si manifesteranno in sede di pareri, mentre quelle politiche Consales dichiara di volerle ribadire al governo nazionale, chiedendo l’appoggio della Regione Puglia. Intanto Edipower conferma ufficialmente che il progetto “nasce dall’esigenza di trovare una soluzione alla perdita di marginalità dell’impianto causata dal mutato scenario del mercato elettrico nazionale e locale, che, nell’attuale assetto, ha condotto ad un ridotto funzionamento della centrale e a condizioni di insostenibilità economica (la centrale è ferma dallo scorso 26 dicembre)”.

“Il progetto di Edipower, infatti, si pone l’obiettivo – ribadisce l’azienda - di consentire alla centrale di ritornare ad essere competitiva sul mercato, grazie al dimezzamento della capacità installata (da 640 Mw passerebbe così a circa 300) e all’utilizzo di un combustibile rinnovabile alternativo al carbone, frutto di un brevetto internazionale di proprietà di A2A e classificato come prodotto dalle normative europee di riferimento. Il piano prevede che il nuovo combustibile possa essere prodotto in un impianto situato in un raggio di circa 20 km dalla centrale”.

Con questa operazione, Edipower dichiara che “sarà possibile garantire una riduzione dei costi di esercizio dell’impianto e il dimezzamento delle emissioni in atmosfera con ricadute positive per l’ambiente, l’economia e l’occupazione locale diretta e indiretta, obiettivi che superano e migliorano quelli del Piano di Adeguamento”. Riassumiamo le caratteriste del piano di revamping già descritto nei mesi scorsi: lo smantellamento dei gruppi 1 e 2; il nuovo sistema di ricezione e stoccaggio del combustibile alternativo; il sistema di combustione; il nuovo sistema per il trattamento delle ceneri pesanti; nuovi filtri a manica; l’adeguamento del sistema di trattamento acque di centrale; il potenziamento del denox (sistema di denitrificazione), mediante la revisione del sistema di abbattimento degli NOx (ossidi di azoto); il reattore a secco per l’abbattimento dell’acido cloridico.

Il clima non è dei migliori, come già detto, ma Edipower si augura comunque che “la fase autorizzativa del progetto, per il quale verrà richiesta la nuova Aia, possa avvenire in un clima costruttivo con le parti coinvolte, al fine di assicurare al territorio una valutazione oggettiva delle proposte in esso contenute”.

 

 

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