Far West al “Via vai caffè”: restano in cella gli autori della sparatoria

FRANCAVILLA FONTANA – Restano in cella Antonio Leo (30 anni, di Francavilla Fontana) e Giovanni Caiulo (28anni di Latiano) autori della serata da far west di martedì sera nei pressi del “Via vai caffé”, al termine della quale rimasero feriti, dopo due colpi di fucile a canne mozze sparati da un’Alfa 166 in corsa, Emiliano Andriulo, 33 anni e Rocco Distante di 37 anni. Il primo, titolare dell'attività raggiunto ai glutei, il secondo un ignaro passante, che si trovava in via Renato Imperiali vicino al campo sportivo, colpito di striscio alla schiena dalla rosata di pallini vagante. Il gip Paola Liaci ha confermato l’arresto in carcere al termine dell’interrogatorio di garanzia alla presenza degli avvocati Giacomo Serio (legale di Giovanni Caiulo) e Michele Fino (che assiste Antonio Leo, figlio di Giuseppe Leo già condannato per omicidio e nipote del boss ergastolano Ciro Leo.

Il Via Vai Caffè di Francavilla Fontana

FRANCAVILLA FONTANA – Restano in cella Antonio Leo (30 anni, di Francavilla Fontana) e Giovanni Caiulo (28anni di Latiano) autori della serata da far west di martedì sera nei pressi del “Via vai caffé”, al termine della quale rimasero feriti, dopo due colpi di fucile a canne mozze sparati da un’Alfa 166 in corsa, Emiliano Andriulo, 33 anni e Rocco Distante di 37 anni. Il primo, titolare dell'attività raggiunto ai glutei, il secondo un ignaro passante, che si trovava in via Renato Imperiali vicino al campo sportivo, colpito di striscio alla schiena dalla rosata di pallini vagante. Il gip Paola Liaci ha confermato l’arresto in carcere al termine dell’interrogatorio di garanzia alla presenza degli avvocati Giacomo Serio (legale di Giovanni Caiulo) e Michele Fino (che assiste Antonio Leo, figlio di Giuseppe Leo già condannato per omicidio e nipote del boss ergastolano Ciro Leo.

Entrambi due pezzi da novanta della Scu condannati per l'omicidio di Salvatore Di Palmo avvenuto nel 1991). Davanti al giudice per le indagini preliminari, Leo e Caiulo - sentiti nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia per la convalida degli arresti disposti dal pm Valeria Farina Valaori, - hanno ammesso le loro responsabilità cercando di chiarire la propria posizione. Gli interrogatori sono durati complessivamente circa due ore.

Al termine il gip Paola Liaci ritenendo la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza ha confermato la detenzione in carcere. Leo e Caiulo furono arrestati nella notte tra martedì e mercoledì scorso dai militari del nucleo operativo radiomobile – coordinati dal tenente Simone Clemente – e della compagnia di Francavilla Fontana – condotta dal capitano Fabio Guglielmone – subito dopo la sparatoria, dopo una caccia all’uomo durata qualche ora. I militari oltre alle cartucce trovate in possesso di Leo, sono riusciti a recuperare anche il fucile con all’interno ancora i colpi esplosi, in una casa di campagna in  contrada Paradiso dello stesso Caiulo.

La sparatoria era avvenuta per una birra negata da Andiulo una volta che i due – presentatisi già alticci nel locale – avevano arrecato disturbo anche agli avventori. Redarguiti dal titolare era partita la minaccia: “Tu non sai chi sono io, ci vediamo tra un pò”. Promessa mantenuta, perché di li a poco i due, a bordo di un'Alfa 166 grigia tornano di fronte al bar e sparano due colpi dandosi alla fuga, subito dopo la quale vengono arrestati per tentato omicidio in concorso, ricettazione, porto abusivo di arma alterata (una doppietta calibro 12 a canne mozze). A sparare secondo gli investigatori, che hanno chiuso il cerchio lavorando a tutto spiano nel corso della notte,  sarebbe stato Antonio Leo

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