Colmata, Rossi: "No a Costa Morena". Patroni Griffi: "Finanziamento a rischio"

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Il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, ribadisce il no alla colmata di Costa Morena Est e rilancia l’ipotesi alternativa della colmata di Capobianco, che darebbe la possibilità di delocalizzare la sede della Marina militare, liberando il Seno di Ponente. Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico meridionale, Ugo Patroni Griffi, a sua volta rimarca che la rinuncia al sito di Costa Morena farebbe sfumare un finanziamento da 40 milioni di euro e bisognerebbe poi avviare un nuovo iter per trovare gli 80 milioni necessari alla realizzazione della cassa di colmata a Capobianco.

Inontro colmata Costa Morena 2-2

I rappresentanti delle due istituzioni si sono confrontati sul futuro del porto di Brindisi nel corso di un incontro svoltosi stamani (venerdì 11 gennaio) presso la sede dell’Authority, al quale hanno preso parte i capigruppo consiliari di maggioranza e opposizione, il comandante della Capitaneria di porto di Brindisi, Giovanni Canu. Assente l'assessore comunale all’Urbanistica, Dino Borri, che nelle scorse settimane aveva già bocciato il progetto di colmata a Costa Morena Est.

L’incontro si è aperto con una relazione tecnica, seguita dagli interventi di Patroni Griffi e Rossi. Il primo cittadino ha avuto un vivace scambio di battute con il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Gianluca Serra. Il consigliere pentastellato ha ricordato al sindaco che in campagna elettorale aveva bollato come ipotesi da “libro dei sogni” il progetto di delocalizzazione della Marina, sostenuto dai Cinque Stelle. Rossi ha rinfacciato a Serra il dietro front del Movimento 5 stelle rispetto alle promesse sullo spostamento del gasdotto Tap fatte in campagna elettorale dai candidati al parlamento.

Inontro colmata Costa Morena 3-2

Il no dell’amministrazione comunale al sito di Costa Morena Est è dettato da ragioni ambientali. Rossi rimarca infatti la necessità di tutelare la foce di fiume Grande e l’area Sic. Il sì a Capobianco consentirebbe invece “di pensare a una rifunzionalizzazione della città che in futuro, con accordi con la Marina Militare, darebbe la possibilità di liberare il Seno di Ponente”. "Se perdiamo questo treno – afferma Rossi a margine dell’incontro – questa occasione non ci sarà più”. A detta del sindaco, il “rischio di perdere altri due anni” o di “dover recuperare i fondi”, è un rischio da correre.

Il parere negativo dell’amministrazione comunale sicuramente avrà un suo peso nell’iter autorizzativo del piano di opere portuali che prevede anche la realizzazione di nuovi accosti crocieristici. Il percorso, appena agli inizi, passerà anche dal ministero ai Trasporti. A tal proposito si è parlato della possibilità di far venire a Brindisi il ministro Toninelli, per affrontare la questione direttamente con lui.

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Commenti (3)

  • sindaco incapace di governare la città oramai la sta facendo morire sotto tutti i punti di vista

  • E comunque i rischi di "perdere altri due anni" e " dover recuperare i fondi" sono rischi che una città cadavere come Brindisi può permettersi di correre. A volte, a pensarci bene, essere oramai schiantati ha anche i propri vantaggi: tanto peggio di così……. non se ne accorgerebbe mai nessuno.

  • Si, affrontate la questione con quello che dovrebbe giungere da Roma: persona competente e preparata sull'argomento dei trasporti , a tutti i livelli. Così siamo più tranquilli………..

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