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Tornerà alla luce il tempio di Muro Tenente con i 4 milioni della Ue

 

L'Unione Europea ha approvato il progetto candidato ai fondi comunitari presentato dalla missione olandese che da anni, e più precisamente dal 1986, conduce gli scavi nel grande sito messapico tra Mesagne e Latiano in provincia di Brindisi. In questa intervista il capo della missione, il professore Gert Jean Burgers della Libera Università di Amsterdam, racconta questa lunga avventura e il futuro del progetto Muro Tenente, che nella nuova campagna in cui sono impegnati assieme ai suoi studenti anche quelli dell'Università di Bari, ha uno scopo preciso: portare alla luce ciò che costituisce l'unicum di questo sito, un tempio già localizzato.

La storia di Muro Tenente, come tante aree archeologiche pre-romane, coniuga - come spiega il professore Burgers - storia, archeologia, amore per il territorio, occasioni di sviluppo attraverso il turismo e l'apertura degli scavi alle visite, secondo il principio dei musei diffusi. E l'intervento di supporto finanziario dell'Unione Europea sarà di grande aiuto. Il capo della missione archeologica olandese è diventato il 15 novembre del 2018 cittadino onorario di Mesagne, e con il suo lavoro è riuscito a portare l'area archeologica di MuroTenente tra le dieci meglio gestite nella Ue. L'Europa si costruisce anche così.

Dal neolitico alla guerra tra Roma e Annibale

Muro Tenente è un insediamento fortificato di cultura messapica sita in agro di Mesagne ma a soli tre chilometri dalla città di Latiano. Le sue mura monumentali recingono un’area di circa cinquanta ettari, all’interno della quale negli ultimi decenni sono state eseguite diverse campagne di scavi sistematici che hanno portato alla luce una grande varietà di strutture archeologiche. La conoscenza scientifica di Muro Tenente risale agli anni ‘60, quando le attività della Soprintendenza Archeologica portarono alla scoperta di numerose sepolture, strade e fondazioni di vari nuclei abitativi databili fra il IV ed il III secolo a. C.

A partire dal 1992, l'equipe di archeologi della Libera Università di Amsterdam guidata dal professore Gert Jean Burgers, già intervenuta qualche anno prima nell'area, ha sottoposto la zona a una ricognizione  di superficie molto intensiva che ha permesso di definire le trasformazioni dell’insediamento in un periodo compreso fra l’età preistorica e l’età romana. Da questa indagine è emerso che la zona interna alla fortificazione risultava abitata già nel neolitico, con una presenza molto marcata durante l’età del ferro (X-VII secolo a.C.), quando l’insediamento appare racchiuso da un piccolo circuito murario interno di circa nove ettari.

Archeologi olandesi a Muro Tenente

Le testimonianze più consistenti appartengono all’età ellenistica (IV-III sec. a.C.), quando è stata  eretta una seconda cinta muraria a racchiudere un insediamento di circa 50 ettari. Una delle attrazioni più importanti di Muro Tenente è costituita proprio dall’eccezionale stato di conservazione del circuito murario del sito. Una delle zone scavate riguarda il settore centrale dell'area fortificata, dove è stato intercettato il nucleo insediativo più antico dal quale l’abitato si è progressivamente espanso. Un’altra zona indagata tramite saggi stratigrafici si trova nella periferia settentrionale del sito, dove sono stati rinvenuti i muri di fondazione di un ampio quartiere di abitazioni organizzate intorno a strade ben definite.

Con la conquista romana del Salento (267-266 a.C.), il luogo presenta ancora una certa vitalità, tuttavia, dopo la Seconda Guerra Punica comincia a perdere i connotati di un insediamento urbano fino a scomparire in età tardo-imperiale. In passato il sito è stato identificato come l'antica Scamnum, località riportata dalla Tabula Peutingeriana (antica carta romana che mostrava le vie militari dell'Impero nel IV d.C.) come ultima “Statio” (ossia la stazione temporanea di permanenza usata per il cambio di cavalli) prima di arrivare a Brindisi (Brundisium) dalla via Appia, ma il sito non ha mai restituito documentazione attendibile in merito a questo argomento.

Scavi a Muro Tenente

Gli archeologi stanno cercando di capire se dai proiettili in pietra per catapulte e dalle punte di lance e di frecce rinvenute lungo le fortificazioni si possa risalire ad uno degli eserciti che si ipotizza abbiano ingaggiato la battaglia di Muro Tenente (le armate di Annibale). Durante il lungo assedio e la violenta battaglia furono utilizzati anche delle grosse lastre tombali per rafforzare le mura difensive, un vano tentativo considerato che l'abitato venne conquistato e, forse, distrutto.

Fra i punti di maggiore interesse, lo scavo archeologico posto al centro del sito dove le strutture appartengono a una necropoli (nel contesto di in un edificio di carattere civile) e sono racchiuse entro piccoli recinti interpretati come unità funerarie familiari. Un altro punto di interesse raggiungibile attraverso la sentieristica, riguarda, invece, le fortificazioni di età ellenistica, delle quali i resti in alcuni punti raggiungono un’altezza di 4 metri. A una fase successiva (fine III – inizi II a.C.) appartengono invece le testimonianze di un assedio contestuale alla Seconda guerra Punica, che per diversi anni vide la Puglia e, in particolare, il Salento, teatro delle guerre fra Romani e Cartaginesi.

L’arredo urbano del sito archeologico, oltre alla sentieristica, vede la presenza di un laboratorio polifunzionale e di una torretta panoramica da cui è possibile ammirare il sito nella sua interezza. Muro Tenente, infatti, si trova in piena campagna ed è costeggiato da un tratto di quella che comunemente si crede la Via Appia, anticamente chiamata “via vecchia dei Greci". Di recente, e dove proseguono oggi gli scavi, la scoperta di un tempio dove, stando ad alcuni ritrovamenti di ossa, pare si celebrassero abitualmente sacrifici agli dei.

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