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Dalle Olimpiadi a Capo Horn: il mare di Francesca Clapcich

 

BRINDISI - E' una delle più forti veliste italiane in circolazione, ha alle spalle due Olimpiadi, quella di Londra in classe Laser Standard, quella di Rio sul 49er-Sx, ma la partecipazione alla Volvo Ocean Race 2018, la più nota tra le regate intorno al mondo in equipaggio, con tappe anche di venti giorni nei mari dell'emisfero australe continuamente attraversati da tempeste, probabilmente ha impresso una svolta nella sua carriera, tanto da farle dire alcuni mesi fa di aver chiuso con le classi olimpiche. Si vedrà. Intanto l'esperienza dello scorso anno ha cambiato il rapporto di Francesca Clapcich con il mare. L'oceano non è il Mediterraneo o un campo di regata in una baia o a ridosso della costa. Ed è cresciuta anche la consapevolezza di questa ragazza di Trieste, una delle culle della vela italiana, di quanto sia grave il fenomeno dell'inquinamento dei mari. La plastica ormai è ovunque, anche nei luoghi più remoti. Parola di chi ha passato Capo Horn per la prima volta nel 2018 su "Turn the tide on plastic", ma che di acqua nella sua vita ne ha visto tanta. Francesca Clapcich è una degli atleti del mare che hanno partecipato all'evento "Un mare d'inchiostro", svoltosi a Brindisi nella serata del 14 giugno nell'ambito delle manifestazioni collaterali alla Regata Internazionale Brindisi-Corfù 2019.

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