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"Culla cozza": l'innovativo laboratorio brindisino per la coltivazione dei mitili

 

BRINDISI - E’ stato condiviso ieri (martedì 16 giugno), con la Capitaneria di porto di Brindisi, alla presenza del capitano di vascello Giovanni Canu, il progetto “Culla cozza”, ossia la culla della cozza. E’ Mino Donativo, sottoufficiale della Brigata San Marco, a spiegare cosa prevede il progetto ai microfoni di Brindisireport.  “Si tratta di un laboratorio che si prefigge di valorizzare, non solo i mitili tipici delle nostre zone, ma anche di dimostrare che la coltivazione di questi pregiati molluschi, si può realizzare con mezzi del tutto naturali” spiega Donativo. 

“Culla cozza” è uno dei progetti selezionati e sostenuti dal Comune di Brindisi, nella sezione d’innovazione urbana e di questo progetto fa parte, oltre Mino Donativo, la dottoressa Stefani D’Arpa, biologa marina e Michele Petracca dell’istituto Nautico Carnaro di Brindisi, in qualità di esperto delle attività marinaresche. Uno degli attori principali di questo progetto è il giunco selvatico, una pianta cespugliosa che nasce nelle zone di mare e palustri, utile per la realizzazione di utensili e corde che serviranno per la coltivazione dei mitili. 

Il desiderio di questo gruppo di appassionati del mare, è quello di riportare in auge la cozza nera settembrina e le ostriche tipiche brindisine, senza l’uso di plastica, ma sfruttando il giunco, il cotone e tutti i materiali che un tempo venivano impiegati nella pesca e nell’allevamento tradizionale. Durante l’incontro con il Comandante della Capitaneria, Mino Donativo ha esposto non solo l’importanza che questo progetto, potrebbe avere nel settore turistico, ma anche il potenziale educativo e didattico che quest’attività rappresenterebbe per il futuro della città di Brindisi.  

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