Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Mascherina per medici e infermieri: il Cetma Brindisi le fa con la stampante "3D"

 

Pesa meno di 100 grammi, può essere realizzata in meno di 4 ore ed ha un costo indicativo inferiore ai 2 euro. Si tratta della mascherina che, durante l’emergenza Covid-19, è stata concepita da ingegneri e designer di Cetma (Centro di Ricerche Europeo di Tecnologie Design e Materiali), presso la Cittadella della Ricerca di Brindisi, e sfrutta i filtri commerciali utilizzati in ambito ospedaliero per i ventilatori polmonari.

È l’ingegner Luca Rizzi a descrivere com’è nato questo progetto: “Ci siamo mobilitati sin dalle prime settimane di emergenza, per sopperire alla mancanza di dispositivi di protezione individuale, abbiamo avuto degli input da parte di alcuni medici e abbiamo deciso d’intervenire sulla protezione degli operatori del settore sanitario”.

mascherine cetma-2

La particolarità di questa mascherina è data solo dai bassi costi di produzione, e anche dal fatto che oltre ad essere ovviamente antibatterica è anche termoformabile, quindi si può adattare al volto di chi la usa e ha una lunga durata, perché sarà sufficiente sostituire periodicamente i filtri che sono di facile reperimento.

Si tratta di un progetto open source e può essere prodotta da chiunque abbia una stampante 3D, perché si può realizzare in Pla (acido polilattico) che sfrutta le tecnologie Fdm (modellazione a disposizione fusa).

cetma mascherine 3-2

Spiega Rizzi: “L’idea è quella di avere un prodotto molto pratico da costruire e poco costoso. Abbiamo messo a disposizione il progetto sulla nostra piattaforme, in un’ottica di condivisione, quindi al servizio della comunità”. Rendere disponibili questi progetti, potrebbe permettere, secondo Rizzi, all’Italia e all’Europa di svincolarsi dalle grosse produzione estere, in particolare quelle asiatiche.

Potrebbe Interessarti

Torna su
BrindisiReport è in caricamento