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Lo sfratto in tempi di coronavirus: "Un dramma, abbiamo due bambini"

 

BRINDISI – Arriva prima lo sfratto per occupazione abusiva, del traguardo del mese di settembre, quello dell’assegnazione degli alloggi popolari alla gente di Parco Bove, frazione del quartiere Paradiso di Brindisi in attesa di passare alla storia sociale della città, ultimo lembo di precarietà abitativa conclamata.

Ma c’è una piccola famiglia, due genitori giovani, con un bambino di sei anni e un altro di un anno e mezzo, che non è riuscita a dimostrare che risiede in quell'alloggio di fortuna da più dei 10 anni richiesti di permanenza a Parco Bove anche se la data effettiva di occupazione di quella casetta risale a un periodo precedente, e che ha ricevuto l’avviso di sfratto del tribunale. L’emergenza Covid-19 non è conclusa, per la mamma e i bambini la destinazione stabilita per adesso è una casa famiglia di Latiano.

Ma questa famiglia non vuole dividersi e resta aggrappata al precario alloggio di Parco Bove, che certo non ama ma che per loro è meglio della separazione forzata, avvertita come un salto nel buio. L’appoggio giunge dal Comitato Parco Bove, dove ancora una volta c’è Roberto Aprile a sposare la causa degli abitanti.

L’attuale amministrazione comunale ha fatto molto, ha completato il piano degli alloggi per 50 delle famiglie di Parco Bove, l’assegnazione è guidata da una cabina di regia istituita in Prefettura. Ma i problemi collaterali, veri e propri drammi per chi li vive, come si vede non mancano.

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