Giovedì, 18 Luglio 2024
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Soddisfare esigenze studenti sordi ed ipoacusici: 600mila euro per le Università pugliesi

La giunta regionale ha approvato la proposta di “Programmazione Regionale interventi a valenza sociale per persone sorde o con ipoacusia in contesto universitario”

Su proposta dell’assessora al Welfare Rosa Barone di concerto con l’assessore all’Istruzione Sebastiano Leo, la giunta regionale ha approvato la proposta di “Programmazione Regionale interventi a valenza sociale per persone sorde o con ipoacusia in contesto universitario”, a valere sulle risorse del Fondo per l’inclusione delle persone sorde e con ipoacusia. Sono stati assegnati alla Regione Puglia 559.908,00, che le Università pubbliche Pugliesi potranno utilizzare nel modo più confacente a ciascuna realtà accademica.

Obiettivi

Gli obiettivi sono: soddisfare le esigenze degli studenti sordi ed ipoacusici, sia attraverso l’attivazione o il potenziamento del servizio di interpretariato, che attraverso l’acquisto di tecnologie in grado di abbattere le barriere comunicative; favorire l’inclusione sociale attraverso il potenziamento del tutoraggio offerto agli studenti con disabilità uditive nonché attraverso corsi di sensibilizzazione alla Lis/List rivolti all’intera comunità universitaria; contribuire all’abbattimento delle barriere comunicative sia presso sportelli aperti al pubblico che nell’ambito degli eventi culturali universitari nonché, in presenza di risorse disponibili, anche degli eventi esterni patrocinati dalle università stesse.

“L’integrazione delle persone con disabilità è uno degli obiettivi generali del V Piano Regionale delle Politiche Sociali che si ispira a quanto stabilito nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. In tale contesto la comunicazione, le lingue, la visualizzazione di testi, il Braille, altri sistemi multimediali e ulteriori di comunicazione migliorativa ed alternativa, accessibile, scritta o sonora, e il linguaggio, le lingue parlate, la lingua dei segni e altre forme di espressione non verbale, assumono un ruolo determinante per contrastare ogni forma di discriminazione. Ringrazio l’assessore Leo per la preziosa collaborazione a dimostrazione di un lavoro sempre più sinergico ed integrato”. Lo dichiara l’assessora al Welfare della Regione Puglia, Rosa Barone.

“Dai confronti con tutte le Università pubbliche pugliesi è emerso un contesto eterogeno - spiega la direttrice del dipartimento Welfare della Regione Puglia, Valentina Romano - caratterizzato da un numero di studenti sordi o ipoacusici diverso per ciascun Ateneo, in ragione anche al numero totale di iscritti, nonché da esigenze differenti degli studenti con disabilità uditive, poiché segnanti, oralisti o dotati di apparecchiature che consentono una piena autonomia universitaria. Fattore comune alle quattro realtà, invece, è quello di ritenere l’inserimento degli studenti sordi nel contesto universitario una possibilità concreta per formarsi e accrescere le competenze, anche ai fini di un qualificato inserimento lavorativo, oltre una importante occasione di socializzazione e di confronto con il mondo esterno”.

“Con l'assessora Barone e gli enti delle persone sorde -  conclude l’assessore all’Istruzione, Sebastiano Leo - abbiamo intrapreso già da tempo un percorso di integrazione a partire dalle scuole. Con questa programmazione continuiamo a integrare tutte e tutti cominciando dagli ambiti formativi, i luoghi primari in cui farlo. E' infatti nelle università, così come nelle scuole, che i ragazzi e le ragazze trascorrono la maggior parte del loro tempo. Proprio in questi luoghi, in cui le loro fragilità emergono più che in altri, possono essere combattute. L'integrazione è per noi un esercizio di democrazia che va praticato con le azioni concrete. Nel mondo ideale che stiamo costruendo non ci saranno barriere fisiche e ancor meno di comunicazione che è la maggior espressione vitale delle relazioni umane. Oggi siamo in grado di dire che la Regione Puglia costruisce ponti e relazioni fin dai primi anni di età, e continua a farlo anche fin dopo gli anni della formazione”.

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