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Piscina comunale Sant'Elia: il bando per l'affidamento va deserto

Il Partito Repubblicano Italiano e Fratelli d'Italia all'attacco dell'Amministrazione: al momento la struttura non sarà gestita dai privati

BRINDISI - E' andato deserto il bando per l'affidamento pluriennale della piscina comunale sita nel quartiere Sant'Elia a Brindisi. E così i due impianti - c'è anche quello di contrada Masseriola - resteranno chiusi e per i brindisini nuotare in piscina sarà più difficoltoso. I consiglieri comunali di opposizione Gabriele Antonino (Partito Repubblicano Italiano) e Massimiliano Oggiano (Fratelli d'Italia) ci vanno giù duro e attaccano l'amministrazione brindisina targata Riccardo Rossi. Già nel luglio 2020 la società Marimisti e la Polisportiva CentroSport avevano sentito la necessità di indire una conferenza stampa per illustrare i motivi per i quali non era stato possibile accettare la proroga di un anno della concessione dell'impianto, proposta dal Comune di Brindisi.

Frizioni col gestore dell'impianto

La Marimisti ha gestito l'impianto dal 30 agosto 2011: per sette anni, sino al 31 agosto 2018, per effetto del contratto di concessione originario; sino al 31 agosto 2019 per effetto della proroga del commissario Giuffrè; infine, sino al 31 luglio 2020, per effetto della proroga rilasciata dalla attuale Amministrazione, che ha previsto un aumento del canone di 10 mila euro portando quindi dalle originarie 20 mila euro a 30 mila il costo della concessione. La storia recente dell'impianto è travagliata. La ricostruisce in parte Gabriele Antonino: "L'Amministrazione ha deciso di nicchiare di fronte alle proposte del vecchio gestore, la società Marimisti srl, che aveva dichiarato la propria disponibilità a effettuare ingenti investimenti per adeguare l'impianto secondo la formula del project financing. Di fronte a tale diniego la società l'8 agosto del 2020 non ha potuto fare altro che consegnare le chiavi della struttura alla Amministrazione. Qualche giorno prima la Giunta comunale aveva stabilito, nelle more delle procedure relative alla alienazione, di avviare una procedura negoziata per l'affidamento di un anno della gestione della piscina, subordinando tale affidamento alla mancata alienazione della struttura disposta con il bando pubblicato in data 14/08/2020".

Una storia travagliata

A seguito delle procedure di gara la gestione della piscina comunale sita al quartiere Sant'Elia è stata affidata alla società sportiva dilettantistica Feelgood s.s.d. di Cellino San Marco. Solo dopo si è preso atto che, in conseguenza del mancato utilizzo della struttura e senza l'effettuazione di alcuna opera di manutenzione, occorreva un intervento di rifunzionalizzazione dei locali tecnologici per l'avvio di tutti gli impianti e la sostituzione del telo in pvc che non garantiva più la tenuta dell'acqua della vasca natatoria. Dopo è stato approvato un progetto esecutivo per l'esecuzione di tali lavori, con una spesa complessiva di euro 99.000,00, e si è stabilito di indire una procedura negoziata per il loro affidamento. In data 07/02/2022 si è disposto l'affidamento dei suddetti lavori, il cui importo era lievitato a euro 120.000,00. In risposta ad una interrogazione consiliare presentata da Gabriele Antonino nel corso del consiglio comunale del 31 maggio scorso l'assessore allo Sport Oreste Pinto aveva comunicato l'intenzione della Amministrazione di procedere con l'affidamento pluriennale della gestione della piscina a privati. E in effetti il bando è stato pubblicato, "ma conteneva soglie di accesso così elevate che, inevitabilmente, la gara è andata deserta", spiega Antonino.

Antonino e Oggiano all'attacco

Chiosa Antonino: "La conseguenza di questo folle iter amministrativo è che ad oggi le uniche due strutture pubbliche continuano a rimanere chiuse con la conseguenza che numerosi brindisini continueranno a rivolgersi a strutture fuori città per poter praticare nuoto. Senza considerare che molte persone frequentavano le piscine per fare riabilitazione, per fare terapie di mantenimento, per migliorare la qualità della vita in presenza di  problemi come l'autismo o gli attacchi di panico". Per il capogruppo Fdi Massimiliano Oggiano, "la scellerata decisione di preferire la chiusura delle due piscine comunali di Sant'Elia e del Masseriola per metterle in vendita (cosa rimasta lettera morta), e successivamente in gara di concessione (anch'essa rimasta lettera morta) invece che mantenerle aperte consentendo la prosecuzione della gestione delle stesse agli allora privati gestori, ha prodotto solo danni strutturali alle stesse con esborsi di risorse pubbliche per ripristinare l'ammaloramento degli impianti tecnologici (a causa della chiusura) e la cessazione di un importante servizio a quasi 2.000 utenti oltre che la perdita di oltre 30 unità impegnate nelle varie attività previste dalla gestione delle stesse". 

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