Riapre il museo diocesano con in mostra i preziosi reperti della prima guerra mondiale

“Quando il Piave mormorava” sarà visitabile dal lunedì alla domenica, tranne il giovedì, giorno di chiusura, dalle 17.00 alle 22.00

BRINDISI - Nella serata di venerdì 24 luglio il museo diocesano “Giovanni Tarantini”, che ha sede nella Chiesa di Santa Teresa, in Brindisi, ha riaperto le sue porte con un’ importante mostra dal titolo “Quando il Piave mormorava”. Tra i tanti preziosi reperti esposti, il Carcano 91, il fucile in dotazione a tutti i fanti italiani, il fucile austriaco Steyr 95, il leggendario “Ta pum”, suppellettili per il rancio, elmetti e copricapo, proiettili da artiglieria, granate e shrapnel, bombe a mano italiane ed austriache, riproduzioni di uniformi, una bicicletta pieghevole da bersagliere, oggetti simbolici come la terra e l’acqua dei fiumi sacri alla patria e pietre di vari campi di battaglia. “Quando il Piave mormorava” è un progetto dell’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, in particolare di don Sergio Vergari, attuato con la collaborazione della Biblioteca Pubblica Arcivescovile “Annibale De Leo” di Brindisi. Accompagnati dallo stesso don Sergio, i visitatori presenti alla riapertura del museo diocesano hanno potuto partecipare ad una accurata visita guidata osservando così, da vicino, tanti importanti reperti della Prima Guerra Mondiale.

A destra, Don Sergio Vergari durante la visita guidata-2

“Questa mostra- spiega don Sergio Vergari - nasce come seconda parte di un’altra mostra che ho già fatto durante il centenario a Cellino San Marco, che è il mio paese d’origine, dove ho allestito questa mostra con l’associazione Cilinari. Poi, successivamente, per la riapertura del museo, mi è stato chiesto se volevo fare quest’esposizione qui a Brindisi e ho detto sì senza problemi. Mi ha dato piena disponibilità e piena collaborazione la diocesi e allora l’abbiamo realizzata". Continua don Sergio Vergari: “È un percorso che va  secondo le varie epoche. Si inizia con una sezione simbolica, diciamo, dove viene rappresentata una trincea o quello che resta dopo una battaglia e poi dei simboli particolari: l’elmetto italiano, la bandiera italiana, le acque dei fiumi sacri alla patria, la terra di Trento, le rocce dei vari campi di battaglia e le pubblicazioni de La Domenica del Corriere con le copertine famose di Beltrame più significative che illustrano il momento. Quindi, nella prima sezione abbiamo l’inizio della guerra europea con l’attacco dell’Austria e l’inizio della guerra italiana. E poi si inizia un percorso nei vari anni".

La figura della donna nella mostra-3-2

"La figura femminile - prosegue don Sergio Vergari - è molto, molto, presente, perché la Prima Guerra Mondiale, tra le altre cose, tra le cose positive che ha fatto, ha promosso molto l’emancipazione femminile. Quindi abbiamo la donna che ha un ruolo importante, che va sempre più affermandosi all’interno della società italiana ed europea. C’è la figura della portatrice carnica, una donna che aiutava i soldati nel rifornimento. Tra le altre una di queste donne morì per quest’impresa e le è stata concessa la medaglia d’oro al valor militare. Poi c’è la donna operaio, poi c’è la figura classica, importantissima, della crocerossina, dell’infermiera, diciamo. E poi altre figure, altri manichini che rappresentano vari armi particolari. Le divise che vedete sono tutte riproduzioni, non sono originali. Il resto è quasi tutto originale, dove c’è la riproduzione viene specificato”.

BrindisiReport.it ha chiesto quindi alla dottoressa Katiuscia Di Rocco, direttrice della Biblioteca Pubblica Arcivescovile “Annibale De Leo” di parlarci della riapertura del museo diocesano con la mostra di grande interesse storico.

“Sì, abbiamo pensato, abbiamo deciso, di riaprire il museo diocesano, la Chiesa di Santa Teresa, anche perché è importante che i luoghi di cultura a Brindisi, che ci sono, siano aperti, siano fruibili. Per cui abbiamo risistemato il museo diocesano che era già in essere e abbiamo pensato di mettere questa novità importante con tutti i cimeli della Prima Guerra Mondiale che sono di proprietà di don Sergio Vergari. La mostra resterà in piedi finché non inizieranno poi i restauri che sono preventivati, probabilmente per l’anno prossimo, in questa chiesa. I beni sono veramente frutto della passione di don Sergio. Li ha acquistati e soprattutto anche l’allestimento è stato fatto con grande amore, con grande attenzione. Addirittura i sacchi sono stati cuciti da lui, le teche fatte da lui, le scelte in ogni dettaglio, in ogni particolare. Non so da dove nasca questa sua passione proprio per questa fase storica della Prima Guerra Mondiale, però il principio della mostra non è la guerra, ma è proprio che la guerra non si ripeta. E quindi, attraverso i reperti, ricordare ciò che è stato e che purtroppo è ancora in essere in varie parti del mondo e non si ripeta più. Come poi ha voluto anche mettere questi messaggi di diversi pontefici proprio contro la guerra e il messaggio di pace alla fine della Prima Guerra Mondiale.”

La mostra “Quando il Piave mormorava” sarà visitabile dal lunedì alla domenica, tranne il giovedì, giorno di chiusura, dalle 17.00 alle 22.00.

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