Brindisi, il consiglio dichiara l'emergenza climatica e ambientale

Bisogna determinare le condizioni affinché le aziende del territorio favoriscano investimenti per le energie rinnovabili, dice il sindaco

BRINDISI – “Oggi il consiglio comunale ha approvato l'ordine del giorno sulla dichiarazione di emergenza ambientale a tutela del diritto umano al clima, presentato da tutte le forze politiche di maggioranza. Il consiglio comunale di Brindisi dichiara l'emergenza climatica ed ambientale per il nostro territorio, e la persistente violazione del diritto dei cittadini alla salute personale e dell'ambiente circostante. È stata una richiesta a gran voce di tanti giovani del nostro territorio – commenta il sindaco Riccardo Rossi sulla sua pagina Facebook  - che hanno manifestato in strada per Fridays for Future, è un bisogno e un diritto della nostra città che ha pagato in salute per scelte industriali calate dall'alto. Sono tanti i comuni che insieme a Brindisi hanno dichiarato l'emergenza”.

“La condizione climatica attuale non deriva da una situazione naturale o da un evento imprevisto, ma dal persistente inadempimento degli obblighi internazionali degli Stati. Il consiglio e l'amministrazione devono determinare le condizioni affinché le aziende del territorio favoriscano investimenti per le energie rinnovabili”, aggiunge Rossi. “L'impegno è quello di agire in tutti i modi, le sedi e le forme consentite, a tutela del diritto umano al clima, nel pieno conseguimento degli obiettivi dell'Accordo di Parigi, delle azioni indicate dall'Intergovernmental Panel on Climate Change e dall'Onu”.

Sempre nella seduta consiliare di oggi 14 ottobre, è stato approvato anche  l'ordine del giorno proposto dal consigliere di maggioranza Giulio Gazzaneo, che impegna lo stesso sindaco a garantire l'iscrizione nei registri anagrafici dei richiedenti asilo, coerentemente con quanto previsto dalla normativa e dalla Costituzione italiana. “Sono molti i sindaci che con ordinanze hanno tutelato questo diritto, compromesso dal decreto sicurezza”, dice Rossi.

“Il consiglio comunale di Brindisi circa un anno fa si schierò contro il decreto sicurezza insieme a tanti altri Comuni italiani, chiedendo al Ministero dell'Interno e al Governo di sospendere gli effetti dell'applicazione ed aprire un confronto con le città italiane. Oggi siamo qui a pagarne le conseguenze incostituzionali senza smettere di impegnarci per garantire i diritti di chi chiede protezione umanitaria da un paese in guerra. Rinnoveremo all'attuale governo la richiesta di abrogazione del decreto ed una nuova legislazione in materia di politiche migratorie”, conclude Rossi.

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