Versalis, Rossi: "Impegni importanti possono portare al ritiro dell'ordinanza"

Il sindaco "Positivo il tavolo svoltosi stamani". Convocato in serata un nuovo confronto con l'azienda, in presenza di Regione e task force per le emergenze occupazionali

BRINDISI – Dopo il tavolo virtuale  in prefettura, nella serata di oggi (lunedì 1 giugno) si svolgerà un ulteriore incontro che potrebbe anche portare al ritiro dell’ordinanza. Il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, ritiene “positivo” il confronto che si è tenuto stamattina fra tutti gli attori coinvolti nella questione riguardante le ordinanze con cui lo stesso sindaco ha disposto la sospensione delle attività dell’impianto di cracking del petrolchimico di Brindisi, a seguito delle emissioni odorigene percepite il 20 maggio in città e sulla base anche del report preliminare dell’Arpa, che fra il 16 e il 20 maggio, in coincidenza con i lavori di manutenzione del cracking, ha rilevato rilevanti picchi di benzene e toluene.

Stamattina in videoconferenza, convocati dal prefetto Umberto Guidato, si sono riuniti il sindaco, i rappresentanti di Eni-Versalis e delle aziende che operano nel petrolchimico, i sindacati, la Regione Puglia, la task force regionale per le emergenze occupazionali, Confindustria, i consiglieri regionali e i parlamentari della provincia di Brindisi. Pochi minuti prima dell’inizio del confronto, la Procura aveva annunciato l’avvio di un’indagine sulle emissioni odorigene e sugli sforamenti di sostanze inquinanti. 

“Riteniamo positivo il confronto che si è tenuto oggi - spiega il sindaco Riccardo Rossi - ed accogliamo con favore la proposta del presidente della Task force regionale, Leo Caroli, di convocare per stasera un tavolo tra la presidenza della Regione Puglia, Confindustria, Comune di Brindisi e Task force regionale con Versalis per concordare sulla necessità di avvio di un tavolo tecnico che possa esaminare tutti i miglioramento impiantistici e di presidi di monitoraggio e controllo della qualità dell’aria”. 

“Impegni importanti possono portare alla rimozione dell’ordinanza di sospensione. Arpa, inoltre, ha rappresentato la necessità di due settimane di tempo per presentare il report completo su quanto accaduto prima della fermata”, conclude Rossi. 

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