Nuovi piani di mobilità: la Regione sollecita Province, Asl e aziende

Ridurre il trasporto privato casa-lavoro. Promuovere mezzi pubblici, mezzi condivisi, micromobilità elettrica, bici

Foto repertorio Ansa

Il massiccio ricorso ai mezzi di trasporto privato alla fine del lockdown e con la cosiddetta Fase 2, rischia di determinare un pesante arretramento dell’impiego del mezzo pubblico e di interrompere i processi virtuosi che devono condurre ad un nuovo tipo di mobilità urbana ed extraurbana (nell’interesse dell’ambiente, della salute e ovviamente anche dei consumi energetici).

La giunta regionale della Puglia, pertanto, preso atto dell’importanza del coordinamento tra enti ed imprese di trasporto pubblico locale, ha formulato un invito prioritario allo scopo di individuare le misure più idonee per la gestione dei nuovi flussi della domanda di mobilità ed al fine di scongiurare la crescita degli spostamenti motorizzati sia in questa fase che in quelle successive.

mobilità fase 2-2

La giunta ha invitato in via prioritaria le Asl, gli ospedali, gli enti e organismi del sistema sanitario pugliese e le società partecipate dalla Regione Puglia, a predisporre, attraverso il proprio mobility manager aziendale e, laddove assente, tempestivamente nominandolo, un nuovo piano degli spostamenti casa lavoro, come previsto dalla normativa di settore e dall’articolo 229 del decreto legge del 19 maggio 2020, numero 34.

L’invito sollecita inoltre i destinatari a mettere in campo tutte le possibili iniziative per promuovere e favorire forme di mobilità condivisa dei mezzi pubblici, collettivi e condivisi (bus, treni, car sharing, car pooling, bike sharing, taxi collettivi, integrazione modale), nonché per promuovere la mobilità a piedi, in bicicletta e la micro mobilità elettrica.

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Le Province pugliesi e la Città Metropolitana di Bari sono state invitate a provvedere, laddove assente, alla nomina del proprio mobility manager, come previsto dalla normativa di settore e dall’articolo 229 del decreto legge del 19 maggio 2020, numero 34, e a svolgere, in qualità di organo di governo degli ambiti territoriali ottimali del trasporto pubblico locale, la funzione di coordinamento dei mobility manager del proprio territorio.

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