Martedì, 16 Luglio 2024
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"Parcheggiatori abusivi al Perrino, una vergogna che deve finire"

Lo sfogo di un cittadino che si reca spesso in ospedale: "Mi rivolgo al Comune e alla Polizia Locale, occorre intervenire e presidiare l'area. Il piazzale non sia una terra di nessuno"

BRINDISI - Il problema dei parcheggiatori abusivi presso l'ospedale Perrino di Brindisi è una questione nota. Ma non per questo il problema deve passare in cavalleria: è quanto pensa anche un nostro lettore, che ha inviato una email in cui si sfoga della situazione. Lui, infatti, deve spesso recarsi presso il nosocomio. E ogni volta deve avere a che fare con questa "questua". L'uomo, originario del Brindisino, è tornato a vivere in queste terre dopo varie esperienze fuori dalla Puglia: "Come cittadino della Repubblica con patologie croniche, mi sono trovato spesso a visitare ospedali su e giù per la Penisola, seguendo quegli spostamenti tra le varie regioni e province d'Italia che, per motivi di lavoro, hanno sempre caratterizzato la mia vita negli ultimi decenni. Nelle mie precedenti esperienze di visite ospedaliere non mi sono tuttavia mai trovato in quelle situazioni antipatiche e decisamente fastidiose che, ad oggi, ricorrono regolarmente e solamente qui a Brindisi, non appena si arriva al parcheggio antistante l'ospedale o non appena da qui si riparte".

E il nostro lettore comincia con il suo racconto: "Infatti, appena vi arrivi, vedi un tizio, dotato di borsello a tracolla, che si sbraccia come un dannato per indicarti dove lasciare il veicolo. Questo persino quando tutto il piazzale è praticamente vuoto, come in questi giorni di agosto. Poi, indipendentemente che tu abbia seguito o meno le sue indicazioni, appena hai lasciato il veicolo te lo ritrovi proprio a ridosso del mezzo con un classico 'buongiorno!' e il fare di chi attende qualcosa che non sia semplicemente il tuo cortese ricambio al cortese saluto di uno sconosciuto. Quando invece esci dall'ospedale e ritorni al parcheggio, costui ti si riavvicina nuovamente con fare ora bonariamente attendista ora intimidatorio. Talora vagamente intimidatorio, talora decisamente intimidatorio". Una chiosa è necessaria: il business può sembrare risibile, ma in realtà in passato ha attirato gli appetiti della Scu, alla quale evidentemente interessano anche le briciole. In un'inchiesta di qualche anno fa della Dda di Lecce, è emerso che i parcheggiatori abusivi rispondevano direttamente ai vertici brindisini della consorteria mafiosa. Era l'inchiesta "Old Generation": alcuni imputati sono stati condannati con rito abbreviato nel 2021, per altri il processo con rito ordinario è ancora in corso. E' notizia del maggio scorso, invece, il Daspo urbano nei confronti di due parcheggiatori abusivi del Perrino.

Chiusa questa parentesi, la parola può tornare al cittadino, autore di questo chiaro e condivisibile sfogo: "Personalmente ho imparato a ignorare queste persone (in realtà non è una sola persona ma sono due o tre i 'compari' che presidiano il piazzale), ma vedo spesso persone - soprattutto tra quelle meno 'habitué' dell’ospedale . che gli danno soldi; e non tanto come il classico e volontario obolo che bonariamente si dà a chi, nei parcheggi dei supermercati, t'ha aiutato a riporre la spesa e a sistemare il carrello ma, piuttosto, come il dovuto prezzo da pagare per il parcheggio del veicolo. A tal gioco contribuisce un equivoco generato proprio dalla 'dimenticanza' del Comune di Brindisi. Infatti, sebbene il parcheggio sia libero, ogni postazione è tuttora delimitata da strisce blu, retaggio, credo, di quando - non so quanti anni fa - il parcheggio era a pagamento. In sostanza, è proprio la dimenticanza (o l'inerzia) del Comune di Brindisi a favorire i parcheggiatori abusivi! E a questo punto sarebbe forse il caso che il Comune di Brindisi risolva una volta per tutte l'equivoco, ridipingendo di bianco le strisce dei parcheggi e magari, visto che da queste parti si campa anche di tal genere di espedienti, a scrivere chiaro e tondo in ripetuti e ben evidenti cartelli che il parcheggio è libero e nulla è dovuto a chicchessia! Anzi, di più: non guasterebbe ogni tanto anche una capatina della Polizia Locale, giusto a far capire che il piazzale dell'ospedale non è la classica 'terra di nessuno', senza Dio e senza Legge, ma è anzi ben presidiato dall'autorità civile".

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