Polizia locale, il comandante Orefice guarito dal coronavirus: "Grazie a tutti"

A renderlo noto egli stesso sulla sua pagina Facebook pochi minuti dopo aver ricevuto la telefonata dalla Asl di Lecce che comunicava la negatività del terzo tampone

BRINDISI – “Dopo 56 giorni di una particolare esperienza – che non avrei mai pensato di attraversare – posso, finalmente, ritornare a respirare con i miei sensi la vita che c’è fuori da questa stanza. Grazie a tutti per avermi fatto sentire la vostra vicinanza: ancora una volta ho avuto prova che la vita ha senso se vissuta per gli altri, con gli altri”. Il comandante della Polizia locale di Brindisi Antonio Orefice è guarito definitivamente dal coronavirus. A renderlo noto egli stesso sulla sua pagina Facebook pochi minuti dopo aver ricevuto la telefonata dalla Asl di Lecce che comunicava la negatività del terzo tampone.

E’ guarito e non appena riceverà notifica ufficiale tornerà a guidare “fisicamente” il comando di via Torretta. "Fisicamente" perché Orefice non ha mai smesso in 56 giorni di coordinare i suoi uomini e la Protezione civile per l’emergenza sanitaria. Ha continuato a dare il supporto dalla camera da letto dove è rimasto chiuso dal 12 marzo, da quando, cioè, tornando a casa dopo una giornata di lavoro ha scoperto di avere la febbre a 38 e mezzo.

“Da un paio di giorni mi sentivo affaticato ma pensavo si trattasse di stanchezza, quando ho visto che avevo la febbre ho chiamato al comando per informare che non sarei andato a lavoro il giorno successivo, mi è stato risposto che il mio autista aveva riferito la stessa cosa poco prima di me, anche lui aveva la febbre. Così mi è sorto il dubbio del coronavirus e ho subito avvisato il medico curante che ha attivato tutta la procedura del caso”.

Il comandante Orefice si è subito isolato dal resto della famiglia, la moglie è comandante della Polizia locale di Squinzano, Lecce. Sia lei che la figlia sono risultate negative, così come il suo autista.

Dopo i colloqui con i medici della Asl che hanno ricostruito i contatti avuti da Orefice negli ultimi 15 giorni prima della comparsa dei sintomi sono stati eseguiti 50 tamponi. Il comandante è sempre stato impegnato in prima linea nella gestione sia di questa emergenza che di tutte le altre criticità presenti in città. 

Per fortuna non ha avuto sintomi preoccupanti, per tutta la durata della malattia e della convalescenza è rimasto a casa, non si è mai reso necessario qualche ricovero. “Non ho avuto tempo per leggere o rilassarmi, ho continuato a lavorare, non ero al comando solo fisicamente. Per il resto ho cercato di dare il mio contributo alla città come meglio ho potuto”. E non appena riceverà notizie ufficiali tornerà a occupare il suo ufficio fisicamente.

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