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Promemoria ambiente: "Le cose dimenticate: mobilità e verde"

Un messaggio firmato da un cittadino di Brindisi, diretto soprattutto alla nuova amministrazione comunale

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo da un lettore che ci chiede di non riportare il suo nome, perchè scrive anche per conto ai altri cittadini, questa riflessione sulle questioni aperte riguardanti l'ambiente urbano di Brindisi, e non solo i temi aperti dell'abbattimento delle emissioni industriali. Il messaggio è rivolto soprattutto alla nuova amministrazione comunale, visto che la grande questione della mobilità nel centro storico è rimasta inevasa, malgrado fosse stata al centro della campagna elettorale del sindaco Riccardo Rossi.

Venerdì 15 marzo 2019: gli studenti di tutta Italia sono in sciopero per la Giornata Mondiale del Clima, ispirandosi a Greta Thunberg, simbolo delle lotte giovanili contro i cambiamenti climatici, che ad appena sedici anni è candidata al Nobel per la Pace. Gli echi di questa enorme presa di coscienza circa l’impatto negativo dell’uomo sul pianeta sono arrivati anche a Brindisi con una buona partecipazione di ragazzi e adulti, i quali hanno mandato un messaggio chiaro: ci avete rotto i polmoni! Lungi dall’essere uno sfogo dai connotati politici, ma semplicemente l’osservazione di un comune cittadino, che ama la propria città, mi chiedo: “Ma com’è effettivamente la situazione a Brindisi? Che città stiamo lasciando ai nostri figli?”

 Industrie

Ancora una carboniera Enel, il principale traffico del porto di BrindisiTorcia petrolchimico in azione - Pomeriggio 8 aprile 2014_4-2Sappiamo bene il dazio che la città ha dovuto pagare per il processo d’industrializzazione del Paese, spesso condito dal ricatto occupazionale; sviluppi che hanno portato una comunità, non esente da profonde colpe, ad esser sedotta e abbandonata da cicli economici avvallati da scelte poco lungimiranti. Conosciamo bene le sfiammate Versalis che spesso illuminano il cielo della città. Conseguenza delle “norme di sicurezza”, in un ripetersi di accensioni che in realtà rendono i cittadini poco sicuri. Ritengo che tutti i brindisini pagherebbero per non vedere più quelle sfiammate che ruggiscono sulla città.

Edipower e Cerano: due colossi che giacciono morenti, uno dentro la città e l’altro a circa 15km a sud, in una zona costiera purtroppo abbandonata a sé stessa. Del futuro di queste zone non si sa niente, eppure la prima occupa spazi importantissimi per la città e il suo porto, mentre la centrale di Cerano, più vasta del centro storico di Brindisi (!!), dopo aver causato ingenti impatti ambientali al territorio, galleggia tra proposte di conversione e punti interrogativi. Eppure, dove si erge monumentale la ciminiera alta duecento metri, molti rimpiangono una litorale da sogno.

Auto in centro a Brindisi-2

Mobilità e trasporti

Una buona parte dell’inquinamento è dato dall’emissione di biossidi di azoto e PM causato dai motori delle nostre auto. E qui ci imbattiamo in uno dei problemi più grandi della città, ovvero la mobilità. A causa di un’urbanizzazione scriteriata, con poche zone di parcheggio e strade anguste, si capisce sin da subito che, se non si vogliono radere al suolo edifici, allargare strade o costruirne di sotterranee, Brindisi non può sopportare l’attuale flusso veicolare. Le amministrazioni lungimiranti di altre città propongono un trasporto pubblico smart, guardano con interesse al bike sharing e persino allo sharing dei monopattini elettrici!

Purtroppo non siamo così fortunati: la situazione della mobilità ristagna tra studi e progetti lanciati (o buttati) su un futuro lontano, pur di non assumersi le responsabilità sui problemi del presente. Eppure nel 2013 venne proposta dall’opposizione di allora (attuale maggioranza) un bel progetto, ancora consultabile sul sito https://www.slideshare.net/BBC2013/bbc-16387961, in cui si suggerivano piste ciclabili ad hoc per scoraggiare l’utilizzo dell’auto. Veementi furono le critiche verso la maggioranza politica dell’epoca, rea di aver scartato l’idea delle piste ciclabili … ma ad oggi non ci sono attenuanti.

Il sit-in in corso Garibaldi

Difficilmente si comprende la decisione dell’odierna politica di incentivare l’afflusso di veicoli nel centro storico e sui corsi.  Eppure l’attuale sindaco si batté in prima persona, in opposizione alle vecchie amministrazioni, a favore della chiusura dei corsi … perché oggi ne tollera il transito e addirittura il parcheggio selvaggio ad ogni ora? Perché si è proposto persino di ripristinare il parcheggio su Piazzale Lenio Flacco? Per alimentare ulteriormente il serpentone di macchine che invadono il centro storico, parcheggiando su marciapiedi, piazze ed in prossimità dei beni monumentali? E poi parliamo di inquinamento….

Verde pubblico

via amerigo vespucci-2La creazione di zone verdi e piantumazione di viali e strade è un atto necessario per la purificazione dell’aria, per il contrasto dell’irradiamento solare soprattutto d’estate, oltre che ad essere una valida azione estetica. Escludendo la sistemazione di Via Tor Pisana parecchi anni fa, da tempo non assistiamo ad azioni concrete per aumentare il verde a Brindisi. Strade ed arterie principali meriterebbero un restyling profondo: il lungomare troppo assolato d’estate, Via Appia, Via Cappuccini, Via Provinciale per Lecce, Strada della Torretta e via dicendo.

Deprimenti sono anche le condizioni di Via Amerigo Vespucci: lungomare fortemente frequentato in questi mesi, grazie alle nuove attività commerciali, che si presenta con i resti di palme disseccate per via del punteruolo rosso. Possibile che nessuno abbia pensato di procedere ad una piantumazione diversa dalle palme nel suddetto viale? Che il lettore non me ne voglia, questa non vuole essere una lista delle cose che non vanno a Brindisi, né un comizio elettorale, ma solo un’amara constatazione delle tante occasioni perse per questa città e la speranza che tutti i nostri figli, presenti venerdì scorso alla manifestazione contro i cambiamenti climatici, possano fare meglio di quanto è stato fatto dai propri genitori.

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