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Asl, assenteismo e appalti truccati: due processi, danni per milioni

In Tribunale, a Brindisi, riparte il dibattimento su appalti ritenuti truccati: 46 imputati, l’Azienda chiede tre milioni per il risarcimento. In Appello, a Lecce, 36 tra medici, infermieri, tecnici e fisioterapisti accusati di essersi allontanati dagli ambulatori di via Dalmazia dopo aver timbrato il cartellino

BRINDISI – Tra medici, infermieri, fisioterapisti e tecnici condannati in primo grado per assenteismo e dirigenti e imprenditori finiti sotto processo per appalti ritenuti truccati, la Asl di Brindisi è doppiamente parte lesa e come tale si è costituta nei due processi con richiesta di danni per milioni.

emiliano regione parte civile udienza processo gare Asl Brindisi 2-2In Tribunale, a Brindisi, è ripreso il dibattimento scaturito dall’inchiesta chiamata Virus, dopo la riunione di tre filoni, con la conseguenza che sotto processo ci sono 46 imputati, 12 dei quali accusati di aver fatto parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati di turbativa d’asta, utilizzazione di segreti d’ufficio, falso e peculato. Processo che sta seguendo in prima persone il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, presente in occasione dell'udienza di luglio scorso.

L’accusa di aver fatto parte di un sodalizio è stata mossa nei confronti di: Vincenzo Corso, ex dirigente dell’Area gestione tecnica della Asl e presidente dei seggi di gara, nonché responsabile della custodia delle buste contenenti le offerte economiche che, nel teorema accusatorio, venivano aperte; Antonio Ferrari, geometra in servizio  presso l’area gestione tecnica della Asl ed amministratore di fatto della Ferrari Costruzioni srl, poi denominata Co.Ge.Pu spa.

Rinvio al giudizio del Tribunale anche per gli imprenditori Francesco Perrino, legale responsabile della società Cogit spa; Cosimo Bagnato, amministratore unico della Bagnato Costruzioni Srl; Vittorio Marra e Adolfo Rizzo amministratori di fatto della Srl Re.Vi; Giuseppe Rossetti titolare dell’omonima ditta individuale; Cesarino Perrone amministratore unico della Eco Service Srl; Antonio Camassa legale rappresentante della Camassa Impianti Srl; Emilio Piliego e Roberto Braga responsabili della Edil Tecno Costruzioni Snc; Mauro De Feudis manager della Manutencoop Faciliy Managemente Spa.

Imputati  sono anche Cosimo Elmo; Cosimo Antonio D’Elia; Armando Mautarelli; Gianluca Pisani (con esclusione di un capo di imputazione) e Giovanni De Nuzzo, dipendente Asl, per il quale è stata esclusa l’associazione. Sotto processo anche amministratori e legali rappresentanti di società finite sotto la lente di ingrandimento del pm per appalti aggiudicati a partire dal 2010: Vincenzo Albonico e Marisa Giampaoli, della Hc Hospital Consulting spa; Roberto Borracino della Terna Sistemi spa; Cosimo Cannone titolare della ditta omonima; Fenicia Cicerelli e Vincenzo Izzo della Alise srl; Cito Grazia della Comitex srl; Alberto Corso della Nt Italia srl (figlio di Vincenzo Corso); Massimo Cremonini della Acotex srl; Monica Crescenzo della Ferrari Costruzioni srl poi denominati Co.Ge.Pu; Ivo Grifoni, della Alterego Facility Management; Antonio Miglietta della EdilMiglietta srl; Giovanni Rana dell’omonima ditta; Antonio Sirema dell’omonima ditta; Vigneri Tommaso della Sved srl. Processo  anche per Riccardo Infante, Roberto Paini, Claudio Levorato, dirigenti e manager della Manuntecoop Facility Management spa. In elenco, inoltre: Umberto Aprile; Massimiliano Bellifante della Ecoimpianti snc; Francesco Blasi; Raffaele Buongiorno; Maria Giampaoli; Luigi Marasco; Paolo Minoia; Giancarlo Nuzzaci della Ecoimpianti; Brenno Peterlini del Cns Consorzio Nazionale servizi; Antonio Piro; Cosimo Saracino;

Tra le gare finite nei capi d’imputazione ci sono quella per la ristrutturazione di alcuni locali dell’ex Di Summa per la realizzazione della Cittadella della Salute per 552.571,84 euro, per l’ampliamento dell’edificio adibito a radioterapia e adeguamento funzionale del centro grandi ustionati del Perrino per1.043.238. E ancora i lavori per ristrutturare il padiglione San Lorenzo per la realizzazione di ambulatori della medicina del territorio presso il vecchio Di Summa per 409.081 euro, per l’adeguamento del Melli di San Pietro Vernotico per 191.160 euro e per la fornitura di attrezzatura per il blocco operatorio e poi per la messa a norma della palazzina di via Taranto a Brindisi per 202.144.

L’Azienda sanitaria locale di Brindisi è stata riconosciuta parte lesa e è costituita con l’avvocato Donato Mellone chiedendo il ristoro dei danni patiti, presentando istanza per tre milioni di euro. Parte civile anche la Regione Puglia con l’avvocato Francesco Marzullo, il quale si è riservato la quantificazione del danno. Il 15 giugno scorso, al termine dell’udienza, venne trovata su uno dei banchi riservati agli avvocati una cartuccia per arma semiautomatica calibro 9X21.

Uffici e ambulatori Asl di via DalmaziaA Lecce, questa mattina, era fissata l’udienza del processo d’appello in cui sono imputati in 36 per truffa aggravata per le assenze dagli ambulatori di via Dalmazia, accusa che ha portato a condanne in primo grado a pene comprese tra sei mesi e tre anni. Uno dei giudici del collegio, Eva Toscani, ha firmato l’ordinanza di arresto nei confronti di 26 brindisini, per questo è stato disposto il rinvio per ricomporre la Corte.

Gli imputati che hanno appellato la sentenza sono: Marisa Barnaba, Maddalena Turi, Isa Capriglia, Vincenza Buonfrate, Vito Capone, Michele Ciciriello, Carmela Corvetto, Biagio De Leonardis, Umberto De Vincentis, Annarita Greco, Cosimo Guadalupi, Domenico Guarino, Liliana Leone, Vincenza Macchitella, Maria Lucia Moccia, Maria Gabriella Mongelli, Maria Palazzo, Patrizia Palma, Antonio Pantaleo, Mario Poli, Luigi Ruggiero, Maria Schina, Luigina Stefani, Antonella Trapani,  Loredana Comunale, Lucia Padula, Antonella Cavallo, Teodoro D Castro, Michele Campanelli, Graziella Ribezzi, Antonia Saponaro, Carmelo Panna, Eupremio Cozzoli, Maria D’Amico, Maria Costantina Putignano, Antonio Carmelo Vitale.

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