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Rifiuti, ora il Comune ricorre al Consiglio di Stato

La decisione dopo che il Tar ha sospeso l’affidamento ad Amiu, come richiesto dalla società Ecologica. Per l’Ente l’ordinanza cautelare dei giudici è “erronea ed illegittima”. Ennesimo nodo legale sulla raccolta differenziata a Brindisi

BRINDISI – Il Comune di Brindisi non si arrende, insiste nel ribadire il proprio “no” alla società Ecologica pugliese in qualità di gestore del servizio di raccolta dei rifiuti e ha impugnato al Consiglio di Stato l’ordinanza cautelare con cui il Tar ha sospeso l’affidamento diretto in favore della barese Amiu previsto per sei mesi, in attesa della definizione del nodo legale che ha bloccato l’Aro 2.

La sede del Tar di LecceLa sospensiva del Tar è “erronea ed illegittima” secondo l’Amministrazione cittadina che ha già deliberato di ricorrere davanti al giudice d’appello per ribaltare la decisione, in modo tale da ottenere il via libera per il passaggio di consegne da Ecologica Pugliese ad Amiu, al momento congelato per effetto dell’accoglimento della richiesta di sospensiva ottenuta dagli avvocati della società.

La decisione di azionare il secondo grado di giudizio è stata assunta 48 ore dopo che il Tar, sezione di Lecce, ha depositato l’ordinanza con cui è stata sospesa l’efficacia di tutti i provvedimenti relativi alla gestione del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani. Anche dinanzi al Consiglio di Stato ci sarà il capo dell’ufficio legale del Comune, Francesco Trane, a cui il commissario Cesare Castelli ha conferito incarico per “tutelare ragioni e interesse del’Ente”.

Ecologica Pugliese ha contestato il mancato invito alla procedura negoziata indetta dal Comune di Brindisi facendo valere la propria posizione di gestore uscente, alla scadenza dell’ordinanza sindacale risalente al mese di ottobre 2014, prorogata sino al massimo possibile stando alle disposizioni di legge. Il Giudice Amministrativo ha riconosciuto il diritto di Ecologica Pugliese ad essere invitata alla procedura negoziata, evidenziando come “non vi fossero i presupposti per ritenere venuto meno il rapporto di fiducia tra Comune e impresa”, circostanza che invece avrebbe   giustificato – secondo i giudici del Tar -  il mancato invito alla gara. Per questi motivo il collegio ha “sospeso l’affidamento diretto disposto in favore dell’Amiu Puglia da parte del Comune sul presupposto che la procedura negoziata fosse andata deserta”.

La procedura negoziata è stata una scelta obbligata tenuto conto di due elementi, da un lato l’impossibilità di ricorrere ulteriormente al potere di ordinanza, dall’altro la necessità di attendere la definizione del giudizio amministrativo pendente dopo i ricorsi contro il maxi bando della durata di dieci anni pubblicato dal Comune di Brindisi in veste di capofila dell’Aro 2. Su quel testo i giudici si sono pronunciati per due volte bocciando la stesura dell’Amministrazione.

Compattatori di Ecologica Pugliese al cantiere di Nubile Srl-2L’avvocato Luigi Quinto, legale della società Ecologica Pugliese, ha dimostrato in giudizio come vi fosse la prova che la stessa “qualora invitata, avrebbe partecipato alla procedura e si sarebbe aggiudicata la gara in considerazione del fatto che aveva più volte richiesto di essere invitata ed attualmente svolge il servizio a fronte di un corrispettivo che è inferiore di 150mila euro al mese rispetto a quello indicato dall’Amministrazione nella nuova gara”.

Cosa succede, a questo punto, nella pratica? In altri termini, chi si occuperà della raccolta dei rifiuti a Brindisi?  “Per effetto della decisione del Tribunale amministrativo regionale, Ecologica Pugliese ha diritto a proseguire nello svolgimento del servizio e ad essere invitata alla procedura negoziata che il Comune di Brindisi a questo punto dovrà rinnovare”, sostiene l’avvocato Quinto. Ma da Palazzo di città continuano a scuotere la testa in segno di disapprovazione, ritenendo che non ci siano i presupposti per continuare con Ecologica e che invece l’unica strada percorribile sia quella che porta ad Amiu, la municipalizzata del Comune di Bari, a cui l’Amministrazione cittadina ha conferito già la gestione della discarica di Autigno e dell’impianto di Cdr dopo aver chiuso il rapporto con la società Nubile srl.

Ennesima dimostrazione che la materia rifiuti a Brindisi è tutt’altro che semplice.

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