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Tornano a Mesagne i reperti archeologici affidati al museo Egnazia

Si tratta di 488 cassette rinvenute nell’area di Muro Tenente, 475 cassette trovate in contrada Malvidi e località “Lo Porto” e 34 cassette con ricognizioni dal sito di Muro Maurizio

MESAGNE - Sono stati trasferiti oggi diversi reperti archeologici rinvenuti nel territorio di Mesagne ed affidati in custodia in questi anni al Museo di Egnazia a Fasano. Le importanti testimonianze della storia remota della città di Mesagne e sono state messe in sicurezza nel deposito archeologico comunale.

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L’operazione è stata resa possibile grazie al completamento dei lavori di messa in sicurezza dei locali che ospitano i Depositi Archeologici del Comune - siti al piano terra del Castello – ed alla piena condivisione di intenti tra l’Amministrazione Comunale – Assessorato alla Cultura - e Sovrintendenza per i Beni Archeologici di Taranto sulla necessità di un «ritorno a casa» dei reperti con il fine ultimo di valorizzarli e renderli fruibili al pubblico nel modo migliore possibile, completando l’offerta del locale Museo.

Si tratta, nello specifico, di 488 cassette contenenti reperti rinvenuti nell’area di Muro Tenente, 475 cassette con reperti recuperati dagli scavi in città, in contrada Malvidi e località “Lo Porto” e 34 cassette con ricognizioni dal sito di Muro Maurizio.

A margine delle operazioni l’assessore alla Cultura Marco Calò ha voluto «ringraziare oltre alla dirigente e ai dipendenti dell’Ufficio Cultura del Comune, il direttore scientifico del Parco Archeologico di Muro Tenente e tutti gli studenti della Libera Università di Amsterdam che prestano servizio nel nostro territorio, i dipendenti comunali ed i beneficiari di percorsi di “Borse Lavoro” coinvolti oltre al consigliere comunale D’Ancona che da “libero cittadino” ha messo a disposizione gratuitamente alcuni mezzi di proprietà più idonei e sicuri a trasportare i preziosi reperti storici».

«Terminata questa doverosa fase di riacquisizione – ha concluso Calò – seguirà a stretto giro l’ideazione di un percorso di piena valorizzazione di questi pezzi della nostra Storia, con particolare riferimento alla loro fruizione da parte dei sempre più numerosi turisti che visitano i nostri musei e della stessa popolazione della città e del territorio».

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