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Caso Cucchi, rimosso uno striscione contro il carabiniere brindisino

La scritta comparsa nella notte sul cavalcavia De Gasperi con la firma di un gruppo ultras. Indaga la polizia

BRINDISI - La polizia di Brindisi sta occupandosi dell'identificazione degli autori di uno striscione contro Francesco Tedesco, il carabiniere imputato con altri due colleghi di omicidio preterintenzionale nel processo per la morte del giovane geometra romano Stefano Cucchi, comparso nella notte sul lato interno di uno dei parapetti del cavalcavia De Gasperi. Lo striscione contiene un epiteto offensivo rivolto al militare brindisino, che si aggiunge ad anni di attacchi sui social network, ed è firmato "Curva Sud Brindisi". Spetterà agli inquirenti stabilire se la sigla corrisponda effettivamente agli autori della scritta, o meno.

Intanto a Brindisi, dove Francesco Tedesco vive, si va accentuando il pressing di varie testate televisive nazionali, alla ricerca di interviste con il carabiniere che l'8 luglio scorso nel corso di un lungo interrogatori ha finalmente ammesso le proprie responsabilità nel mortale pestaggio di Stefano Cucchi, ma ha anche cristallizzato quelle dei colleghi e, a quanto sembra, anche quelle presunte di altri livelli di comando, innescando una nuova indagine sulla vicenda da parte dei pm romani, che hanno iscritto già alcuni nomi di militari dell'Arma al fascicolo bis. Mas il difensore di Tedesco ha deciso di frapporre per ovvie ragioni un filtro tra il proprio assistito e la stampa, gestendo direttamente i rapporti con gli organi di informazione.

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