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Affari d'oro in Albania: sequestrati i beni di Albino Prudentino

ALONA – Dopo le manette, i sigilli ai sui beni. Sono finiti sotto sequestro preventivo stamane alcune delle proprietà e delle attività economiche dei familiari di Albino Prudentino, 58 anni, l'ex boss del contrabbando di sigarette arrestato la scorsa settimana in Albania su ordine della procura antimafia di Lecce: lo ha deciso la Procura di Valona, città dove Prudentino si era trasferito da tempo. Si tratta di una gelateria, «Piazza Italia», intestata alla moglie, e di un piccolo resort a circa 15 chilometri a sud-est di Tirana, destinato a diventare casinò, di cui il figlio Albino Prudentino, anche lui in passato finito in manette insieme al padre, possedeva il 50 per cento delle quote societarie.

VALONA - Dopo le manette, i sigilli ai sui beni. Sono finiti sotto sequestro preventivo stamane alcune delle proprietà e delle attività economiche dei familiari di Albino Prudentino, 58 anni, l'ex boss del contrabbando di sigarette arrestato la scorsa settimana in Albania, nell'ambito dell'operazione Calipso, su ordine della procura antimafia di Lecce: lo ha deciso la Procura di Valona, città dove Prudentino si era trasferito da tempo. Si tratta di una gelateria, «Piazza Italia», intestata alla moglie, e di un piccolo resort a circa 15 chilometri a sud-est di Tirana, destinato a diventare casinò, di cui il figlio Albino Prudentino, anche lui in passato finito in manette insieme al padre, possedeva il 50 per cento delle quote societarie.

La procura ha fatto sapere che le indagini sui patrimoni di Prudentino in Albania continuano e saranno estese anche su quelle delle persone ad esso legate. In Albania, Prudentino, tramite il figlio, gestiva tre società legate alle scommesse e ai giochi d'azzardo. Gli atti societari scoperti dimostrerebbero anche legami d'affari fra i Prudentino e personaggi vicino al governo di Tirana.

Tre le società nel mirino. E tutte e tre operanti nel campo delle scommesse e dei giochi d'azzardo. In una di queste, «Betting system Albania», la sorella del ministro dell'Integrazione Majlinda Bregu risulta essere membro del Consiglio d'amministrazione, mentre suo marito socio con il 20 per cento delle azioni. Il restante era di Prudentino junior. In un altra società di Prudentino la stampa ha denunciato invece, la presenza in qualità di esperto contabile anche della nipote del premier albanese Sali Berisha, la quale immediatamente si è difesa dichiarando di aver solo prestato per cortesia il suo nome nella compilazione delle procedure burocratiche e di non aver mai esercitato quella funzione.

Pochi giorni fa, all'indomani d ell'arresto del padre, Prudentino junior avrebbe anche deciso di vendere le proprie azioni della società che aveva con il cognato del ministro Bregu.

Lungo le rotte dell'Adriatico, pare avesse studiato a regola d'arte anche i collegamenti. Tra i progetti nel cassetto, infatti, anche la gestione di un aliscafo destinato ad ospitare a bordo i giocatori e a fare la spola, nel fine settimana, tra Brindisi e Valona.

Ma è soprattutto dalla gestione dei videopoker che sarebbero entrati negli ultimi anni introiti freschi nelle tasche di Prudentino, che oltre a coltivare amicizie preziose in Albania continuava a mantenere rapporti e affari anche nella Città bianca e dintorni, contando sulla collaborazione di personaggi di spicco della malavita locale e barese.

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