Cronaca

Agguato a Cellino, nelle notti precedenti inseguimenti e spari

CELLINO SAN MARCO – Non ci sono ormai più dubbi sul fatto che l’uccisione di Gianluca Saponaro, avvenuta alle 17,40 di ieri a Cellino San Marco, abbia come scenario una nuova e più cruenta guerra tra gruppi rivali nella zona sud della provincia, e un vertice nella frazione brindisina di Tuturano. Recentemente, secondo gli investigatori, nella zona si sono verificati inseguimenti notturni e sparatorie che non hanno lasciato però alcuna traccia, né di feriti né di bossoli di cartucce esplose. Nessun bossolo neppure sulla scena dell’omicidio di sabato, ad indicare che qualcuno nelle bande in conflitto ha adottato come arma d’ordinanza revolver di grosso calibro. Nel conto vanno anche messi i colpi di pistola contro l’abitazione di qualche personaggio della malavita locale riportati dalle cronache.

Gianluca Saponaro

CELLINO SAN MARCO - Non ci sono ormai più dubbi sul fatto che l'uccisione di Gianluca Saponaro, avvenuta alle 17,40 di ieri a Cellino San Marco, abbia come scenario una nuova e più cruenta guerra tra gruppi rivali nella zona sud della provincia, e un vertice nella frazione brindisina di Tuturano. Recentemente, secondo gli investigatori, nella zona si sono verificati inseguimenti notturni e sparatorie che non hanno lasciato però alcuna traccia, né di feriti né di bossoli di cartucce esplose. Nessun bossolo neppure sulla scena dell'omicidio di sabato, ad indicare che qualcuno nelle bande in conflitto ha adottato come arma d'ordinanza revolver di grosso calibro. Nel conto vanno anche messi i colpi di pistola contro l'abitazione di qualche personaggio della malavita locale riportati dalle cronache.

Forse Gianluca Saponaro era già sfuggito o aveva partecipato a qualche agguato nei giorni scorsi, ma è caduto alla fine in quella che sembra una trappola. I carabinieri del Nucleo investigativo provinciale continuano a prendere in considerazione la possibilità che la persona che gli ha sparato potesse essere stata seduta accanto a lui in auto sino a pochi secondi prima. L'Alfa Mito di Saponaro è stata trovata con il motore acceso e il cambio in folle. Una decina di metri prima, sullo spigolo di un portone, le tracce lasciate da un altro proiettile. Quello che ha ucciso Gianluca Saponaro, 29 anni, di San Pietro Vernotico, ha raggiunto la vittima sotto l'orecchio destro da distanza ravvicinata.

Il pm Adele Ferraro probabilmente domani affiderà l'incarico all'anatomo patologo per gli accertamenti di medicina legale. Che potranno aiutare nella ricostruzione dell'omicidio. Quanto a trovare l'autore o gli autori è un altro discorso. L'omicidio è avvenuto in piena luce, in una strada piena di traffico e di testimoni oculari, ma tutti si sono defilati rapidamente, salvo poi tornare sul posto come curiosi. Ora la domanda è: l'uccisione di Saponaro, che era stato già coinvolto nel 2006 in una azione di ritorsione tra gruppi rivali a Tuturano e poi nel 2008 nell'Operazione Canali contro il clan Bruno di Torre Santa Susanna, chiude la partita o ne apre una più pericolosa? La preoccupazione principale degli investigatori intanto è evitare che il fenomeno delle estorsioni si ripresenti in grande stile. Gli arresti di poche settimane fa di Giovanni Buccarella e Cosimo Fai sono stati importanti.

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