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Un controllo di polizia a Brindisi

Un controllo di polizia a Brindisi

Agguato di Mesagne, per gli investigatori i Campana sono in zona

MESAGNE – I fratelli Francesco e Sandro Campana dovrebbero essere in zona. “Difficilmente i latitanti – dice un investigatore – lasciano il territorio di origine. Francesco Campana lo prenderemo, a meno che prima non lo ammazzino”. Al momento il latitante numero uno della Sacra Corona Unita non dovrebbe correre il rischio di incappare in una vendetta tra clan. E’ un rogoliano di ferro e questo gli dà la forza derivante dall’appoggio di Giuseppe Rogoli, che nel panorama criminale pugliese, può vantare di essere il fondatore della Scu e di essere uno dei pochissimi capi storici della quarta mafia a non essersi pentito.

MESAGNE - I fratelli Francesco e Sandro Campana dovrebbero essere in zona. "Difficilmente i latitanti - dice un investigatore - lasciano il territorio di origine. Francesco Campana lo prenderemo, a meno che prima non lo ammazzino". Al momento il latitante numero uno della Sacra Corona Unita non dovrebbe correre il rischio di incappare in una vendetta tra clan. E' un rogoliano di ferro e questo gli dà la forza derivante dall'appoggio di Giuseppe Rogoli, che nel panorama criminale pugliese, può vantare di essere il fondatore della Scu e di essere uno dei pochissimi capi storici della quarta mafia a non essersi pentito.

La forza di Rogoli deriva anche dall'appoggio che continua ad avere da Salvatore Buccarella, boss di Tuturano, e da sempre viceré se non comprimario di Rogoli. Francesco Campana è ricercato per una condanna a sette anni di carcere diventata definitiva. A questo si è aggiunto il tentativo di omicidio di Vincenzo Greco, 35 anni, di Mesagne, che secondo gli investigatori avrebbe compiuto assieme al fratello Sandro verso le 12,30 di giovedì 1 luglio. Un tentativo di omicidio sul quale stanno indagano i poliziotti del commissariato mesagnese, diretto dal vice questore Sabrina Manzone.

Gli investigatori, qualche ora dopo il ferimento di Vincenzo Greco, riuscirono a individuare i presunti responsabili dei colpi di pistola esplosi contro il mesagnese con l'obiettivo di ammazzarlo, non raggiungendo lo scopo solo per pura fortuna della vittima designata, raggiunta da un colpo all'addome e uno alla spalla. Sono, invece, al vaglio le ipotesi per cui i Campana avrebbero voluto ammazzare Vincenzo Greco, 35 anni, ultimo precedente penale nel 2000, svolge l'attività di muratore.

Il ferito hHa un fratello maggiore, Antonio, che è stato collaboratore di giustizia e vive, da tempo, lontano dalla Puglia. Ed ha un fratello minore, Leonardo, uscito dal carcere suppergiù un mese fa dopo avere scontato una condanna di diversi anni ricevuta nel processo scaturito dall'operazione Mediana: oltre 160 provvedimenti di cattura notificati a capi, vice-capi e sottoposti di vario genere aderenti alla Sacra corona. Non sembra che Vincenzo abbia rimesso le mani in attività illecite. Ma, ovviamente, nulla può essere escluso. Altra ipotesi, che per gli investigatori appare la più probabile, è che i colpi di pistola siano stati sparati a Vincenzo, ma solo per far arrivare un messaggio a Leonardo, che potrebbe avere deciso, una volta tornato in libertà, di mettersi in concorrenza con Campana, che vuol dire Sacra corona, e vuol dire racket delle estorsioni.

Le estorsioni sono la fonte di guadagno di Francesco Campana e del suo clan. Taglieggiamenti che non vengono effettuati solo a commercianti e imprenditori, ma anche a malavitosi. Praticamente il latitante mesagnese starebbe adottando la stessa tattica di Vito Di Emidio, il "boia" che subito dopo essere stato arrestato ha confessato una ventina di omicidi per evitare di trascorrere il resto della sua vita in carcere. Di Emidio, non solo taglieggiava i commercianti e gli imprenditori, ma anche i suoi colleghi malavitosi. Dai commercianti e dagli imprenditori otteneva i denari con la paura degli attentati (ogni tanto ne metteva a segno uno di grandi dimensioni), dai suoi colleghi malavitosi per la paura di essere prelevati, torturati e ammazzati.

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