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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Cronaca Via Guglielmo Ciardi

Amianto in un rudere abbandonato al rione Sant'Elia: petizione dei residenti

In questi giorni i cittadini del quartiere S. Elia stanno sottoscrivendo una petizione per chiedere al sindaco di Brindisi un intervento di verifica ambientale e di bonifica, preoccupati dalla situazione di rischio per i tanti bambini, che possono avventurarsi all'interno di un rudere abbandonato da tempo

BRINDISI - In questi giorni i cittadini del quartiere S'Elia stanno  sottoscrivendo una petizione per chiedere al sindaco di Brindisi un intervento di verifica  ambientale e di bonifica, preoccupati dalla situazione di rischio per i tanti bambini, che possono avventurarsi all’interno  di un rudere abbandonato da tempo, ma  anche per i possibili effetti sulla loro salute dalla presenza di molte  lastre di eternit, che appaiono deteriorate al tal punto da far temere la dispersione di fibre di amianto nell’ambiente e nelle abitazioni circostanti. Sebbene sia una situazione nota da molto tempo, l’amministrazione non ha inteso intervenire con provvedimenti efficaci, limitandosi a delimitare la  zona interessata con nastro colorato.  

Prescindendo dalle verifiche  ambientali,  che dovrebbero essere effettuate con estrema urgenza  a causa degli  effetti particolarmente pericolosi delle fibre di amianto sulla salute umana, credo  che  l’amministrazione comunale  debba far ricorso a quel principio di precauzione  e dell’azione preventiva  codificati all’articolo 3 ter del decreto legislativo n. 4 del 16.1. 2008, che fa obbligo alle autorità Enzo Albanocompetenti di adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire taluni rischi, anche solo potenziali, per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l’ambiente.  Un principio  che obbliga ad intervenire anche in caso  di incertezza scientifica,  e  in attesa delle sue risultanze, facendo prevalere gli interessi della sicurezza su quelli economici.  

Come più volte affermato dalla Corte di Europea, ma anche come previsto dalle leggi nazionali,  spetta alla politica, al Sindaco,  adottare i provvedimenti  opportuni , che i cittadini chiedono e che non possono  certamente limitarsi alla delimitazione  della zona di rischio  con nastro colorato, assolutamente inefficace a contrastare la dispersione nell’ambiente delle fibre di amianto, notoriamente refrattarie a rispettare  simili divieti.

Si riporta di seguito il contenuto integrale della petizione
“Nel rione S. Elia, all’incrocio tra via Leonardo da Vinci e  via Ciardi,  è situato un rudere abbandonato da molti anni, che desta grande preoccupazione perché  rappresenta  una situazione di grave rischio, sia per  i bambini che possono avventurarsi liberamente all’interno del rudere, sia per la presenza di lastre di eternit,  che appaiono danneggiate e deteriorate  al punto da far temere l’eventuale dispersione di fibre tossiche nell’ambiente e nelle abitazioni, uffici, negozi,laboratori artigianali   e scuole  circostanti.  E’ stato infatti accertata in sede scientifica  la pericolosità dell’amianto, in quanto responsabile di patologie gravi ed irreversibili a carico  dell’apparato respiratorio,  come l’asbestosi ed  il carcinoma ai polmoni ed alla pleura, che possono manifestarsi anche a distanza di molti anni. Una  conseguenza determinata  dalla  capacità dell’amianto  a  matrice friabile di  liberare  nell’ambiente fibre inalabili altamente tossiche,  ma che  può anche verificarsi nei manufatti a matrice compatta,  nel caso in cui  essi risultino danneggiati o deteriorati  per effetto dell’incuria e/o dalla lunga esposizione alle intemperie. Per questo motivo la Giunta della regione Puglia, con delibera 676 dell’undici aprile 2012, ha reso obbligatorio, su tutto il territorio regionale, il censimento dei luoghi in cui è presente l’amianto,  al fine di predisporre,  sulla base della effettiva conoscenza,  i piani di protezione e risanamento ambientale  a tutela della salute umana e dell’ambiente. Ai proprietari dei luoghi e degli edifici pubblici e privati in cui si trovava l’amianto, sia  a  struttura  friabile, sia a struttura  compatta, era stato concesso 60  giorni di tempo dalla  pubblicazione della delibera di giunta sul bollettino regionale, per l’auto notifica della presenza di amianto.  Alle Asl è stato conferito anche  il compito di effettuare i controlli,  per verificare lo stato  di conservazione dei manufatti con amianto  e la eventuale dispersione delle fibre nell’ambiente. Nonostante siano ormai trascorsi oltre 24 mesi dalla delibera, manca ogni informazione relativa al percorso  intrapreso e all’attività svolta dal comune di Brindisi e  agli eventuali controlli effettuati dall’ Asl nel territorio comunale. Per questo le chiediamo se il Comune di Brindisi è  al corrente della situazione  e del pericolo che il rudere può rappresentare per la salute dei cittadini. Se è stata effettuata una ricognizione sul predetto rudere. Se sono stati effettuati controlli sulla eventuale dispersione di fibre tossiche nell’ambiente da parte dell’Asl ed, eventualmente, quali provvedimenti sono stati adottati nel frattempo o si vogliono adottare e con quale tempistica.  Ci sembrano domande  legittime,  che richiedono  risposte accurate, perché riteniamo di aver diritto ad essere immediatamente avvertiti  della situazione rilevata,  degli eventuali pericoli o essere rassicurati,  che le varie situazioni sono  sotto controllo e che non c’è rischio alcuno per la nostra salute, quella dei nostri familiari, specialmente dei   più piccoli. Ma soprattutto chiediamo un suo intervento tempestivo, per dare  finalmente concretezza alle tante periodiche rassicurazioni verbali del  passato  sulla salvaguardia della salute pubblica dei cittadini”.                                                                                               

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