Occupano abusivamente il molo, ma poi pagano il canone alla malavita

Indagine della Finanza e della Procura a Savelletri di Fasano: arrestato pregiudicato e indagati 11 proprietari di barche

SAVELLETRI (Fasano) – Come assumere il controllo e l’utilizzo di un’opera pubblica, ma anche come finire poi sotto la pressione estorsiva della malavita. Ha questi contorni non certo nuovi nella storia della criminalità nel Brindisino l’operazione condotta dal Nucleo di polizia economica e finanziaria della Guardia di Finanza di Brindisi nel porto di Savelletri, dove la parte del tentato estorsore gli inquirenti l’hanno assegnata a “Magnum”, al secolo Paolo Ferrara, 45 anni, finito in carcere, e quella delle vittime, ma indagati a loro volta per occupazione abusiva di spazio demaniale marittimo, a undici proprietari di barche.

È stata battezzata “Levanter” l’indagine sfociata nell’arresto di Ferrara e nel sequestro del “Braccio di Levante” del Porto di Savelletri di Fasano. “Gli odierni indagati, tutti proprietari di imbarcazioni, avevano assunto dal 2015 il controllo del braccio portuale di recente realizzazione, gestendolo, in assenza dei necessari titoli abilitativi, con forniture di servizi (energia elettrica, acqua, posizionamenti di corpi morti), riscossione delle quote di ormeggio e attività di guardiania”, spiega il comando provinciale della Guardia di Finanza.

Un business niente male, su cui nel maggio del 2018 aveva allungato le mani – stando agli elementi raccolti dagli investigatori coordinati dalla Procura della Repubblica e dal tenente colonnello Gabriele Gargano – proprio Paolo Ferrara, personaggio molto noto dell’epoca d’oro del contrabbando di sigarette, ma finito al centro delle cronache anche in anni più recenti in inchieste su traffici di “bionde” e di stupefacenti. “Magnum” avrebbe incaricato altri quattro soggetti della riscossione dei “canoni di ormeggio” stabiliti (500 euro al mese per natante, tanti considerando che Savelletri non è Punta Ala o Portofino), ma anche della guardiania del molo.

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Sempre nel corso delle attività investigative, i militari del Nucleo di polizia economica e finanziaria avrebbe minacciato il proprietario di una delle barche – forse riottoso – della sottrazione della stessa se l’armatore non avesse versato 5mila euro per la quota annua di ormeggio. Il Braccio di Levante realizzato a protezione del porto di Savelletri e come infrastruttura per il diporto e il turismo nautico, è stato finanziato con fondi erogati da un progetto regionale, con lavori appaltati e seguiti da precedenti amministrazioni comunali.

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