Cronaca

Vacanze con risorse societarie e truffa allo Stato: arrestati tre imprenditori

Inchiesta della guardia di finanza sul fallimento della società Processi Speciali, nel settore aerospaziale. Coinvolta anche la "Mps", "duplicato" della prima. Sequestro di beni per 500mila euro

BRINDISI - Risorse societarie utilizzate per costose vacanze in rinomate località di villeggiatura. Falsa compravendita grazie alla quale è arrivato un finanziamento pubblico da 500mila euro. Questi alcuni degli illeciti emersi nell’ambito di un’inchiesta sul fallimento della “Processi Speciali Srl”, società brindisina attiva nel ramo aerospaziale dichiarata fallita dal tribunale di Brindisi, che stamani ha portato all’arresto di tre imprenditori. Il 48enne Antonio Ingrosso, di Brindisi, assessore allo Sport del Comune di Brindisi fra il 2014 e il 2015, e il 36enne Flavio Elia, di Lecce, sono stati condotti in carcere. Il 73enne Vincenzo Ingrosso, di Brindisi, padre di Antonio Ingrosso, è ristretto in regime di domiciliari. I tre indagati sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del tribunale di Brindisi, Maurizio Saso.

Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Antonio Negro e dirette dal sostituto procuratore Luca Miceli, sono state condotte dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Brindisi, al comando del tenente colonnello Gabriele Gargano. Oltre alla processi speciali è coinvolta nell’inchiesta anche l’azienda Mps, che da quanto appurato dagli inquirenti costituisce una sorta di duplicato della prima. Entrambe le aziende, fornitrici di importanti società nazionali ed estere (quali Boeing Italia s.r.l. e Leonardo s.p.a.), sono state sottoposte a sequestro preventivo. Si procede per reati fallimentari e truffa ai danni dello stato. Oltre ai tre arrestati, altre quattro persone sono indagate a piede libero. 

Sperpero di risorse 

Le indagini sono scaturite da alcune anomalie segnalate alla procura della Repubblica di Brindisi dal curatore fallimentare della Processi Speciali. Gli investigatori hanno accertato “il continuo sperpero delle risorse societarie da parte degli amministratori delle stesse suddette ditte (la Processi Speciali e la Mps, ndr) per finalità personali (ad esempio: dispendiosi viaggi in località turistiche di charme, coincidenti peraltro con le festività natalizie e pasquali, acquisti ingiustificati di costose opere d’arte, rinvenute solo in parte dal curatore fallimentare della citata ditta fallita in occasione del suo inventario, consulenze fittizie, auto di lusso), e quindi avulse dagli scopi sociali”. Inoltre si sarebbe verificato “il completo svuotamento del complesso aziendale della fallita Processi Speciali s.r.l., poco prima del dissesto, in favore della nuova società Mps s.r.l., peraltro avente una compagine sociale analoga alla prima, mediante due contratti di fitto d’azienda mai finanziariamente onorati”. 

Truffa ai danni dello Stato

Nel corso dell’inchiesta è emersa anche la distrazione, in danno dello Stato e dei creditori procedenti di somme di denaro ovvero di beni mobili per oltre 4,5 milioni di euro. Due degli arrestati, inoltre, avrebbero distratto dal patrimonio della ditta fallita due beni (per un valore complessivo di circa 410mila euro) e attraverso una simulazione di compravendita sarebbero riusciti ad ottenere una erogazione pubblica da parte del Mise– Mediocredito Centrale per l’importo di 500 mila euro. In questa vicenda emerge il coinvolgimento di Flavio Elia, rappresentante di una ditta della provincia di Lecce che avrebbe effettuato una vendita fittizia di macchinari alla Mps. Da quanto accertato dagli investigatori, si tratterebbe infatti di macchinari mai stati nella disponibilità della ditta salentina, poichè erano in pancia alla Processi speciali. Pertanto, il provvedimento eseguito oggi prevede anche il sequestro preventivo per equivalente fino alla concorrenza della citata somma artificiosamente ottenuta. 

Le vicende riguardanti la Processi Speciali e la Mps sono state anche al centro di una lotta sindacale. Nel dicembre 2017, infatti, alcuni lavoratori della Processi Speciali diedero vita a un sit in di protesta davanti alla sede dell’azienda, contro la mancata corresponsione di alcune mensilità e di altre spettanze. 

Articolo aggiornato alle ore 11.41 (i nomi degli arrestati)

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