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Estorsore preso dopo le intercettazioni: un agricoltore la vittima

Arrestato ieri pomeriggio, a conclusione di una attività investigativa durata alcuni mesi da parte dei poliziotti del commissariato di Mesagne su un caso di estorsione, il 61enne pregiudicato oritano Oronzo Cerasino

MESAGNE – Arrestato ieri pomeriggio, a conclusione di una attività investigativa durata alcuni mesi da parte dei poliziotti del commissariato di Mesagne su un caso di estorsione, il 61enne pregiudicato oritano Oronzo Cerasino. Il provvedimento di custodia cautelare in carcere è stato spiccato dal giudice delle indagini preliminari Stefania De Angelis su richiesta del pm Valeria Farina Valaori.

Oronzo Cerasino-2La vicenda ha un rilievo sociale particolare, perché il reato di cui si sono occupati gli investigatori diretti dal vicequestore Rosalba Cotardo ha come vittima un agricoltore del posto, una categoria particolarmente colpita da furti, danneggiamenti, rapine e taglieggiamenti come denunciano le associazioni di categoria nei dossier sui fenomeni criminosi nel settore, che tra l’altro nel 2015 ha segnato una netta ripresa produttiva in Italia. Difendere imprese e legalità in agricoltura diventa perciò una missione strategica.

La vittima, però, come spesso accade, non ha collaborato. E’ stata l’intuizione dei poliziotti a delineare l’ipotesi di una estorsione in corso dopo un grosso furto in un capannone di una azienda agricola di Mesagne, scoperto per caso quando una volante del commissariato rinvenne un trattore abbandonato nei pressi del centro commerciale Auchan. Risaliti al proprietario, gli agenti scoprirono anche che  lo stesso ancora non era al corrente del furto.

L’inventario rivelò che dal capannone era sparito un altro trattore di marca New Holland (gruppo Fiat), oltre a due motoseghe, un tagliaerba e a vari attrezzi, mentre era fallito il tentativo di asportare anche un camion, che presentava l’effrazione del dispositivo di accensione. All’atto della presentazione della denuncia, alla vittima veniva chiesto se nei periodi precedenti avesse mai avuto incontri con persone sospette, o ricevuto richieste e pressioni estorsive. Le domande avevano creato un visibile imbarazzo nell’agricoltore, il quale negava circostanze simili. Ma la polizia era ormai certa che fosse in atto un “cavallo di ritorno”.

Il trattore oggetto dell'estorsione (2)-2-2

Del resto, dagli archivi risultava che nel 2007 alla stessa persona era stato rubato lo stesso trattore, e che successivamente era stata sottoposta ad estorsione per la riconsegna del mezzo agricolo. E forse anche questa volta era coinvolto lo stesso personaggio malavitoso. Da questo punto di partenza, il vicequestore Rosalba Cotardo chiedeva al magistrato competente l’avvio di una attività di intercettazioni telefoniche a carico della vittima e dei personaggi coinvolti nel caso precedente.

Il commissariato di Mesagne-2

E l’intuizione si è rivelata giusta. La polizia ha intercettato la trattativa, la riduzione della richiesta estorsiva da quattromila a tremila euro, ed infine anche il racconto fatto dalla vittima ad altra persona, in dialetto, sul recupero del trattore dopo il pagamento del pizzo: ”Ci era da sciri arretu, non ci indrizzava sicuru, o mi ha portato per farmi perdiri li ientu, non puoi immaginare, stradine così, fangu, a periculu cu rimangu cu la machina…magghiu fattu lu bagnu ntra l’erva cu lu possu sci pigghiari”. Oronzo Cesarino, dopo la cattura, è stato condotto nel carcere di Brindisi in attesa dell’interrogatorio di garanzia da parte del giudice delle indagini preliminari.

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