Sequestra per ore un imprenditore e sua moglie, poi minaccia il suicidio

Contestata un'ordinanza di custodia cautelare per sequestro di persona ed estorsione a Francesco Margherito, già arrestato il 30 aprile per possesso di arma clandestina

BRINDISI - Per più di due ore ha tenuto sotto sequestro prima la moglie di un imprenditore e poi lo stesso imprenditore, a bordo della loro auto, minacciandoli con una pistola. Dopo il vano tentativo di estorcere al malcapitato alcune decine di migliaia di euro, ha chiamato i carabinieri, manifestando intenti suicidi. Il 42enne Francesco Margherito, già noto alle forze dell'ordine, dopo l’arresto in flagranza di reato avvenuto lo scorso 30 aprile, per possesso di arma clandestina, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare per sequestro di persona a scopo di estorsione. Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal gip del tribunale di Brindisi, Tea Verderosa, su richiesta del pm Francesco Carluccio, al culmine delle indagini condotte dai poliziotti della Squadra mobile di Brindisi diretti dal vicequestore Rita Sverdigliozzi. 

Tutto è iniziato intorno alle ore 14 del 30 aprile, quando Margherito, da quanto appurato dagli inquirenti, si è appostato nei pressi del posto di lavoro della moglie dell'imprenditore, in pieno centro cittadino. Quando la donna è uscita a bordo della sua auto, l’indagato, approfittando di un rapporto di conoscenza datato nel tempo, inizialmente ha chiesto il passaggio alla vittima. Poi, una volta garantitosi l’accesso all’interno dell’autovettura, lo stesso si è accomodato sul sedile posteriore e appena fuori dal centro cittadino ha estratto e puntato una pistola alla malcapitata, intimandole di arrestare il veicolo. 

Dopo essersi messo al volante, per più di un’ora ha condotto la malcapitata in luoghi estremamente periferici della città, avviando nel contempo una trattativa per ottenere una significativa somma di denaro, dopo averle riferito di avere un’esposizione debitoria per 100mila euro. A un certo punto Margherito ha intimato alla vittima di contattare telefonicamente il marito, con cui ha avviato una trattativa finalizzata ad ottenere il riscatto. Dopo questo contatto telefonico, il sequestratore ha imposto al suo interlocutore un incontro per dettare le modalità della consegna di denaro.  All’arrivo dell’uomo, nel luogo stabilito, quest’ultimo gli ha intimato di salire a bordo dell’autovettura e solo a questo punto ha fatto scendere la donna trattenendo, al suo posto, l’imprenditore. E’ iniziato, pertanto, un ulteriore girovagare dei due, sempre in zone estremamente periferiche, con la reiterazione della richiesta di denaro dietro la minaccia della pistola. 

Il sequestratore, non curante della immediata indisponibilità di denaro palesata dall’imprenditore, ha rinnovato la richiesta estorsiva, pretendendo la somma di 40mila euro. Resosi conti della reale impossibilità di ricevere immediatamente quanto preteso, ha raggiunto una stradina di campagna della periferia di un rione della città, è sceso dalla vettura e si è allontanato dalla stessa lasciando libero il sequestrato, il quale si è messo alla guida del veicolo dirigendosi presso la propria abitazione. Nel frattempo la moglie dell’imprenditore aveva allertato le forze la polizia. Grazie alla localizzazione del telefono cellulare dell’indagato, gli uomini della Mobile stavano stringendo il cerchio intorno al fuggitivo, che intorno alle ore 19, giunto in piazza Santa Teresa, ha chiamato i carabinieri, dicendo di volersi togliere la vita con la pistola. Poco dopo è stato bloccato dagli stessi militari. Da lì è stato condotto in ospedale e poi trasferito presso la casa circondariale di Brindisi, dov’è tuttora recluso. 

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