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Angiografi guasti al Perrino e al Fazzi, muore a 37 anni. Asl Brindisi avvia indagine interna

Il caso è stato sollevato dal consigliere regionale Luigi Manca. Il dg Pasqualone: "Non ho avuto segnalazioni di guasti negli ultimi giorni, ho chiesto una dettagliata relazione"

BRINDISI – L’Asl Brindisi, su disposizione del direttore generale Giuseppe Pasqualone, ha avviato un’indagine interna riguardo al decesso di un 37enne della provincia di Lecce colpito da emorragia celebrale che l’altra sera non si è potuto sottoporre ad angiografia presso l’ospedale Perrino di Brindisi, in quanto l’angiografo non era in funzione. Prima di essere trasferito presso il nosocomio brindisino, il paziente era stato trasportato al Vito Fazzi. Ma anche qui l’angiografo era fuori uso 

Il caso è stato sollevato dal chirurgo senologo Luigi Manca, vicepresidente della Commissione Sanità della Regione Puglia e consigliere dei Conservatori e Riformisti. Da quanto riferito da Manca attraverso una nota diramata alla stampa, quella del 37enne è “una giovane  vita stroncata non per negligenza dei medici, che spesso non vengono messi nelle condizioni di lavorare in modo efficiente, ma da quei livelli assistenziali che, appunto, vengono garantiti solo sulla carta e non valgono nella quotidiana assistenza ospedaliera”.  

“Non hanno funzionato l’altra sera  - scrive Manca - quando alle 19.30 al Pronto soccorso di Lecce si è presentato un paziente in condizioni gravi, con un’emorragia  celebrale, al quale era necessario fare un’angiografia. Ma al Fazzi non funziona da circa un mese, da quando cioè è stato effettuato un aggiornamento”.  “A quel punto – prosegue Manca - si sono perse più di tre ore per trovare un ospedale vicino dove poterla fare. La beffa ha voluto che nella tarda serata, quando il 37enne è stato portato a Brindisi, anche lì lo strumento fosse andato in tilt”.
 
A detta di Manca, “è probabile che il destino avesse scritto la parola fine per il giovane salentino”.” Ma resterà per sempre il dubbio  - afferma ancora il chirurgo - che se quell’angiografo fosse stato funzionante e si fosse intervenuti prontamente il 37enne si sarebbe potuto salvare”. Per questo, da vicepresidente della Commissione Sanità, Manca pesenterà un’interrogazione urgente “per conoscere per quale motivo non si è intervenuti immediatamente per ripristinare il funzionamento dell’angiografo a Lecce”. 

Contattato da BrindisiReport, il direttore generale dell’Asl Brindisi, Giuseppe Pasqualone, spiega di aver “formalmente avviato una indagine interna, chiedendo una relazione dettagliata alla relazione sanitaria del Perrino”. 

“Da un punto di vista di prima valutazione fatta telefonicamente con il direttore sanitario – afferma Pasqualone a BrindisiReport - risulterebbe che il paziente si arrivato in condizioni gravissime, addirittura irreversibili. Sembrerebbe che la situazione sia precipitata nel trasporto, come emerso da una tac”. “Da quello che mi hanno detto i sanitari  - afferma ancora Pasqualone - non avrebbero potuto neanche utilizzarlo il nostro angiografo, perché la situazione ormai era compromessa. Il paziente era già gravissimo quando era arrivato a Lecce a causa di una emorragia celebrale molto estesa. Con l’angiografo – secondo Pasqualone - ormai non si sarebbe potuto fare niente al Perrino”. 

“Noi ad ogni modo abbiamo – prosegue il manager - due angiografi al Perrino, mi sembra una situazione molto strana questa. Non è mai capitata, né ho avuto segnalazioni di guasti negli ultimi giorni. Ma ad ogni modo l’inchiesta interna dovrà chiarire questi aspetti. Telefonicamente mi hanno detto che ieri (10 dicembre) l’angiografo risultava funzionante”. 

Pasqualone garantisce che viene riposta grande attenzione nella manutenzione degli strumenti salva vita. “Abbiamo una ditta a cui è affidata la manutenzione. Facciamo controlli di routine. Non abbiamo nessuna intenzione – conclude Pasqualone - di risparmiare su queste cose. Anzi, se questa è l’occasione per poterne comprare un altro ancora di riserva, lo faremo”. 

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