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L'interno del locale distrutto

L'interno del locale distrutto

Attentato incediario: rubano l’intimo, poi danno fuoco al negozio

CAROVIGNO – Stavolta i banditi non puntavano soltanto a fare razzia di biancheria intima. Sotto le sembianze dei ladri di mutandine, si nasconde una criminalità feroce e assai più subdola, a tal punto da armarsi di liquido infiammabile e distruggere in un baleno un’attività commerciale. Azione di forza, per intimidire, punire, rivendicare. L’ombra del racket torna prepotentemente a fare capolino nel nord brindisino. E sotto tiro è finita - per la seconda volta in pochi mesi e stavolta in maniera ancora più vile e pesante - la boutique “Intimate Passion”, a Carovigno.

CAROVIGNO - Stavolta i banditi non puntavano soltanto a fare razzia di biancheria intima. Sotto le sembianze dei ladri di mutandine, si nasconde una criminalità feroce e assai più subdola, a tal punto da armarsi di liquido infiammabile e distruggere in un baleno un'attività commerciale. Azione di forza, per intimidire, punire, rivendicare. L'ombra del racket torna prepotentemente a fare capolino nel nord brindisino. E sotto tiro è finita - per la seconda volta in pochi mesi e stavolta in maniera ancora più vile e pesante - la boutique "Intimate Passion", a Carovigno.

Ignoti nella notte, dopo aver spaccato la vetrina blindata del negozio, hanno dapprima arraffato una gran quantità di merce, e poi dato fuoco al locale. Un rogo violentissimo, che nonostante il tempestivo intervento dei vigili del fuoco del Distaccamento di Ostuni, ha travolto e distrutto l'esercizio commerciale.

L'irruzione dei banditi si è consumata nell'oscurità, alle 4 del mattino. Accorsi al civico 103 di Corso Umberto, i pompieri hanno dovuto lavorare per un'ora e mezza abbondante. Domate le fiamme, non v'è rimasto che fumo e cenere. Sul posto, per un primo sopralluogo e gli opportuni rilievi scientifici, sono intervenuti i carabinieri della stazione di Carovigno e i militari della Compagnia dei carabinieri di San Vito dei Normanni.

Le indagini puntano su più fronti. E le piste, per quanto prudenti si possa essere in questi casi, starebbero portando gli inquirenti a valutare seriamente l'ipotesi che dietro l'attentato incendiario possa celarsi la mano del racket. Gli investigatori già in mattinata hanno ascoltato a lungo Antonietta Urbano, giovane titolare del negozio, al fine di comprendere se abbia mai ricevuto minacce esplicite e richieste estorsive.

Elemento inquietante: non è la prima volta che la medesima boutique dell'intimo è presa di mira dai banditi. Nel marzo scorso, un'altra incursione. In quella circostanza i ladri misero a soqquadro il locale, impossessandosi di numerosi capi di biancheria intima.

Un furto, cui non seguì per fortuna l'incendio, come accaduto invece in questa circostanza. All'epoca, sospettato di essere l'autore dell'irruzione, fu arrestato un diciannovenne del posto. I carabinieri della stazione di Carovigno diedero infatti esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare, emessa dalla sezione Gip del Tribunale di Brindisi, nei confronti di Marco Aristodemo Baccaro.

Il giovane finì in cella perché ritenuto responsabile del furto di alcuni capi di biancheria intima, commesso qualche settimana prima, il 24 marzo, proprio ai danni dell'esercizio commerciale sito al civico 103 di Corso Umberto. Non agì da solo, secondo gli inquirenti, ma in concorso con altri tre complici a tutt'oggi in via di identificazione.

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