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Antonio Cennoma

Antonio Cennoma

Autista 118, salma a disposizione del pm

SAN PIETRO VERNOTICO – La notizia della morte dell'autista del 118, Antonio Cennoma, che il 29 agosto scorso rimase coinvolto in un grave incidente mentre cercava di salvare la vita a una 42enne che minacciava il suicidio, ha sconvolto la comunità sanpietrana. La salma del 46enne, però, non ha ancora fatto ritorno nel suo paese natale. È a disposizione della magistratura e non è escluso che il pubblico ministero titolare delle indagini, Marco D'Agostino, disponga l'esame autoptico.

SAN PIETRO VERNOTICO - La notizia della morte dell'autista del 118, Antonio Cennoma, che il 29 agosto scorso rimase coinvolto in un grave incidente mentre cercava di salvare la vita a una 42enne che minacciava il suicidio, ha sconvolto la comunità sanpietrana. La salma del 46enne, però, non ha ancora fatto ritorno nel suo paese natale. È a disposizione della magistratura e non è escluso che il pubblico ministero titolare delle indagini, Marco D'Agostino, disponga l'esame autoptico.

Al momento non ci sarebbero indagati. Il nulla osta per la restituzione della salma alla famiglia non è stato rilasciato. Antonio Cennoma lascia la moglie Loredana, il figlio Antonio di 13 anni e la figlia Elena di 17. La mattina del 29 agosto scorso mentre era in servizio presso il pronto soccorso dell'ospedale Melli (in un turno sostitutivo a quello di un collega), si recò in via Nitti insieme all'equipe medica per soccorrere una donna di 42 anni che da diverse ore si trovava sul tetto delle abitazioni adiacenti la sua minacciando il suicidio.

Cennoma giunto sul posto si precipitò sul solaio per salvare quell'aspirante suicida ma il piano su cui poggiavano non resse il peso ed entrambi finirono all'interno di un garage. L'autista del 118, da quanto è stato ricostruito in fase di indagini, batté la testa al manubrio di una bicicletta che si trovava all'interno di quel deposito. Perse conoscenza, fu trasportato d'urgenza all'ospedale Perrino di Brindisi dove dopo due interventi tesi a ridurre il grosso ematoma che gli stava comprimendo il cervello fu ricoverato in sala rianimazione.

Per più di un mese i suoi famigliari, i colleghi, gli amici e chi aveva conosciuto la sua storia hanno pregato e sperato per lui. Ininterrottamente. Ieri sera, però, le sue condizioni si sono aggravate e all'alba di oggi il suo cuore ha cessato di battere.

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