Mercoledì, 29 Settembre 2021
Cronaca

"Gioco" estremo: bambina tenta di impiccarsi a scuola, la salvano i compagni

E' accaduto in un Comune della fascia sud della provincia di Brindisi. Indaga la Procura dei minori di Lecce

Il cosiddetto "handing challenge”, la folle sfida di coraggio che da quanto riportato dalle cronache nazionali degli ultimi giorni ha coinvolto giovanissimi utenti dei social network, fino a tragiche conseguenze, potrebbe aver varcato la soglia di una scuola. Una bambina di 9 anni che risiede in un Comune della provincia di Brindisi, al confine con la provincia di Lecce, ha tentato di impiccarsi nel plesso di un istituto primario. E’ accaduto venerdì mattina (29 gennaio).

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Da quanto emerso finora, l’alunna, dopo aver chiesto il permesso a una maestra, è andata in bagno. Qui sarebbe salita su una sedia e avrebbe tentato di soffocarsi, stringendosi un cappio intorno al collo. Fortunatamente la vicenda non ha avuto un drammatico epilogo grazie all’allarme lanciato da alcuni compagni di classe e al tempestivo intervento di insegnanti e personale scolastico. La bambina, fortunatamente, sta bene. Ma ora bisogna capire cosa l’abbia indotta a mettere in pericolo la sua vita, compiendo un gesto così estremo. La Procura dei minori di Lecce, competente per giurisdizione anche in provincia di Brindisi, ha aperto un’indagine. La stessa bambina avrebbe riferito alle autorità competenti di aver tentato di emulare il coetaneo che lo scorso 25 gennaio si era tolto la vita nella sua abitazione, a Bari.

Gli inquirenti, tramite l'analisi dei dati estrapolati dai dispositivi elettronici, stanno cercando di capire se possa esservi un collegamento con il famigerato fenomeno del challenge estremo che attanaglia uno dei social network più frequentati dai bambini. I precedenti, purtroppo, non mancano. Il 21 gennaio, a Palermo, una bambina di 10 anni è deceduta per soffocamento. Lo scorso 25 gennaio, a Bari, un bambino di 9 anni è morto asfissiato da un laccio intorno al collo, poco dopo aver pubblicato un video. L’episodio verificatosi nel Brindisino è al vaglio anche dei servizi sociali del Comune in cui risiede la studentessa. 

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