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Sabato, 13 Aprile 2024
Cronaca

Agguato in pizzeria al Paradiso: chiesti 22 anni per due brindisini

Le richieste del pm: dodici anni e dieci anni. Sono accusati di tentato omicidio ai danni di un 23enne. Gli arresti della Squadra Mobile il 7 marzo 2022, l'episodio si verificò l'11 ottobre 2020

BRINDISI - Dodici anni di reclusione per Emanuele Taurisano (difeso dall'avvocato Laura Beltrami) e dieci anni per Tiziano Marra (difeso dall'avvocato Giuseppe Guastella): sono queste le richieste presentate dal pm della Procura di Brindisi, Giovanni Marino, nei confronti dei due brindisini, entrambi 24enni. L'udienza si è svolta oggi, martedì 29 novembre 2022, davanti al gup del Tribunale di Brindisi, Barbara Nestore. La parola alle difese il 14 marzo 2023. I due devono rispondere di tentato omicidio, in quanto sono accusati di essere gli autori di un agguato in una pizzeria al Paradiso (Brindisi), agguato avvenuto la sera di domenica 11 ottobre 2020, ai danni del 23enne brindisino Matteo Trane. Il processo si svolge con rito abbreviato, che prevede la riduzione di un terzo della pena in caso di condanna.

L'agguato al Paradiso

Matteo Trane venne gravemente ferito, con tre colpi di arma da fuoco, in una pizzeria al rione Paradiso in una sera dell'ottobre 2020, come detto. Nel frattempo, all'esterno, un complice attendeva l'autore dell'agguato a bordo di uno scooter, pronto alla fuga. Dall'ordinanza a carico dei due imputati, firmata dal gip del Tribunale di Brindisi Vittorio Testi, emergono i dettagli del caso. Da quanto ricostruito dagli investigatori, Taurisano e Marra avrebbero raggiunto la pizzeria di proprietà della famiglia Trane intorno alle ore 20, a bordo di uno scooter (rubato) condotto da Marra. Una volta sul posto, Taurisano sarebbe entrato in cucina e avrebbe esploso tre colpi di una pistola calibro 7,65 all’indirizzo di Trane, ferendolo all’addome e a una gamba. Poi i due si sarebbero dileguati per le vie limitrofe.

Gli inquirenti in azione

Trasportato in gravissime condizioni presso l’ospedale Perrino, dove fu subito sottoposto a un intervento chirurgico, Trane trascorse 10 giorni di degenza fra lo stesso nosocomio brindisino e quello di Lecce, una parte dei quali in rianimazione. Già la sera stessa dell'agguato, gli agenti della Squadra Mobile di Brindisi, guidati dal vice questore Rita Sverdigliozzi, imboccarono la pista della "gelosia". Ci vorranno poi altri mesi per i riscontri: analisi dei cellulari, intercettazioni telefoniche e ambientali, verifiche sugli indumenti, telecamere di sorveglianza, lettura del contesto et cetera. Non a caso il gip definisce "mirabile" l'attività investigativa, che porterà al carcere i due imputati, arrestati dagli agenti il 7 marzo 2022.

I motivi del risentimento

Dalle 128 pagine di ordinanza emerge il contesto e il movente del tentato omicidio per gli investigatori. Al centro della vicenda, c'è una ragazza. E' inizialmente la fidanzata di Taurisano, ma lui è in carcere, a Secondigliano. Taurisano balza anche agli onori delle cronache per la fuga dal carcere di Foggia, dove era recluso in precedenza, durante i primi mesi di pandemia. La ragazza lascia Taurisano e instaura una relazione con Trane, Taurisano, ovviamente, non accetta di buon grado, tanto che esce dal carcere, va ai domiciliari ed è qui, secondo gli investigatori, a Brindisi, che opera la sua vendetta ai danni di Trane. Ad aiutarlo c'è l'amico d'infanzia Marra, anche lui ha dei conti in sospeso con Trane. Quest'ultimo, un prestante pugile, sarebbe intervenuto durante una lite in difesa di un altro ragazzo, riportando a più miti consigli Marra. Ed ecco spiegato, per gli inquirenti, anche il motivo del risentimento di Marra.

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