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Assalti ai distributori automatici di denaro: nei guai quattro brindisini

Sono stati raggiunti da un'ordinanza di custodia cautelare i quattro brindisini che il 25 settembre scorso furono fermati dai carabinieri perché ritenuti responsabili di tentato furto con esplosione a due sportelli automatici di distribuzione di denaro, e poi rimessi in libertà

BRINDISI – Sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare i quattro brindisini che il 25 settembre scorso furono fermati dai carabinieri perché ritenuti responsabili di tentato furto con esplosione a due sportelli automatici di distribuzione di denaro, e poi rimessi in libertà con obbligo di firma. Si tratta di Cosimo Iurlaro, 41 anni di Brindisi, Omar Bianco, 27 anni, e Vincenzo Schiena, 38 anni,  di Mesagne.  Marco Santoro, 25 anni, di Ostuni, residente a Carovigno, domiciliato a Bari, anch’egli fermato il 25 settembre scorso, è stato sottoposto all’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria.

danneggiamento Ufficio Postale Frazione Trodica di Morrovalle, a seguito...-2

Sono ritenuti responsabili di “Furto aggravato e tentato furto aggravato, continuato, ai danni di sportelli bancomat mediante esplosione, riciclaggio e detenzione di sostanze esplosive in concorso - artt. 56, 81, 110, 624, 625, 648/bis c.p. ed artt. 2, 4, 5 e 7 Legge nr. 895/1967”. L’ordinanza di applicazione di misura cautelare custodiale degli arresti domiciliari è stata emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata - Sezione gip e gup, ed eseguita dai carabinieri della compagnia di Osimo (An), unitamente ai colleghi brinisini, nell’ambito dell’operazone “casch point”. Si ritiene che sin dall’inizio dell’anno il gruppo messo a segno una serie continua di assalti a bancomat di filiali bancarie, uffici postali, casse continue di distributori di carburanti e gioiellerie nelle Regioni Marche, Puglia ed Emilia Romagna.    

Secondo quanto si legge in una nota inviata agli organi di informazione, “La banda dei criminali pugliesi, è stata nuovamente bloccata e arrestata, in quanto ritenuta responsabile dei tre episodi di “assalto ai bancomat e postamat”, perpetrati specificatamente il 25 settembre 2016, alle ore 03:30 circa, presso la Banca Carifermo, sita nella frazione di Villa Musone del comune di Recanati (Mc), e, alle successive ore 03:52 circa, presso la Banca Toscana - Monte dei Paschi di Siena, sita nel comune di Monte Urano (Fm); il 5 aprile 2016, alle ore 02:10 circa presso l’Ufficio Postale sito nella frazione di Trodica nel comune di Morrovalle (MC), causando nei tre eventi delittuosi gravissimi danni strutturali e pericolo per l’incolumità pubblica con rischio strage ed il conseguente allarme sociale tra la popolazione locale”.    

auto rubata e usata come ariete nell'assalto Postamat - Ufficio Postale ...-2

Il provvedimento restrittivo è stato emesso a seguito del ricorso presentato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, avverso l’ordinanza di non convalida del fermo e di applicazione di misure cautelari, emessa il 28 settembre scorso dal Tribunale di Fermo, con cui non era stato convalidato il fermo degli indagati bloccati tre giorni prima in un’abitazione utilizzata come “covo”  nella frazione di Sant’Elpidio a Mare nel comune di Porto Sant’Elpio (FM).

Nel corso dell’operazione sono state eseguite perquisizioni domiciliari con esito positivo presso l’abitazione di Iurlaro dove i carabinieri hanno trovato la somma contante 9mila euro in banconote da 50 euro e valori bollati per complessivi 777 euro, sottoposti a sequestro perché ritenuti di provenienza illecita. “Bottino senz’altro scaturito dall’assalto all’Ufficio Postale sito nella frazione Trodica di Morrovalle (MC)”. Dopo le formalità di rito ed il fotosegnalamento e rilievi dattiloscopici, gli arrestati sono stati condotti presso i rispettivi luoghi di residenza o domicilio, in regime di arresti domiciliari. E’ in fase di conclusione la complessa attività investigativa che sta facendo piena luce su almeno una ventina di delitti consumati dai banditi pugliesi tra le Regioni Puglia, Marche ed Emilia Romagna. 

una scena dell'assalto al bancomat-2

Le indagini sono state avviate dopo il furto del bancomat avvenuto il 2 gennaio scorso a Polverigi (An) con la tecnica dell’esplosione a mezzo di gas acetilene in danno della locale Banca Unicredit e successivamente a Osimo località Padiglione avvenuto 9 aprile in danno della Banca Popolare di Ancona, avvenuto a mezzo di asporto dell’apparato ATM, e ancora il 10 aprile in danno del Bancomat della Carilo (Cassa di Risparmio di Loreto – Gruppo Banca Marche) ubicato presso il Centro Commerciale “Grotte center” di Camerano (An); in sinergia con la Procura della Repubblica del Tribunale di Ancona, pm Ruggiero Dicuonzo e la Procura di Macerata, con la collaborazione, nelle fasi esecutive dei Reparti Operativi di Ancona e Macerata.

L’operazione denominata “Cashpoint” nasce con lo scopo di arginare il fenomeno della recrudescenza dei furti in danno degli sportelli bancomat ad opera di gruppi criminali, ritenuti socialmente pericolosi e abitualmente e professionalmente dediti alla commissione di delitti, che dalla fine dell’anno 2015 e fino allo scorso 25 settembre, si era esteso soprattutto nelle Regioni Marche e Puglia, in danno di vari istituti di credito e uffici postali che insistono nella Provincia di Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Brindisi e Lecce.

scena assalto bancomat1-2

Le complesse e riservate indagini dei Carabinieri di Osimo, in sinergia con la Procura della Repubblica di Ancona e Macerata, sono ancora in corso e volte ad attribuire al commando la paternità di tutti i furti commessi nelle Marche e in alcune provincie pugliesi (circa 20 colpi), nonché l’individuazione del resto dei componenti dell’organizzazione.

In particolare, il colpo scoperto all’Ufficio postale di Morrovalle (Mc), compiuto dai quattro banditi arrestati, completamente travisati, è stato ripreso dalle telecamere esterne, immortalando anche lo scoppio del postamat. Analogo il modus operandi come in tutti gli assalti ai bancomat. Anche in questo caso i criminali arrivavano a Trodica di Morrovalle a bordo di due auto distinte, di cui una di provenienza furtiva, utilizzata come ariete per lo sfondamento e poi abbandonata sul posto. 

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