Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

La disavventura di un malato oncologico al Pronto soccorso del Perrino

Un 75enne affetto da mieloma multiplo è giunto in ambulanza in codice giallo alle 11.30 è stato ricoverato alle 18

Foto di archivio

BRINDISI – Nonostante gli ingenti investimenti e gli sforzi per la trasformazione degli ospedali del Brindisino in centri di assistenza in grado di fronteggiare le diverse necessità degli utenti, al Pronto soccorso del Perrino di Brindisi continuano a verificarsi episodi che mettono sempre più in evidenza la scarsa attenzione verso i malati oncologici, purtroppo sempre più in aumento.

Giungere al Pronto soccorso con un problema di funzionalità renale è un fatto già di per sé importante ma quando una patologia di questo tipo colpisce una persona già affetta da altre malattie, come un tumore, la situazione diventa ancora più delicata: c’è un paziente già debilitato da una grave malattia che deve affrontare una delle tante conseguenze che la stessa malattia o le cure comportano e non può attendere ore e ore al Pronto soccorso in attesa che spunti un posto letto o che qualcuno si interessi adeguatamente al caso.

E’ quanto accaduto ieri, sabato 27 aprile, nel Pronto soccorso del Perrino di Brindisi. Un 75enne brindisino affetto da mieloma multiplo è giunto in ambulanza in codice giallo per un problema di funzionalità renale, diagnosticato dal medico curante, alle 11.30. E’ stato ricoverato alle 18 “solo grazie all’interessamento di una dottoressa che ha capito la gravità della situazione”, spiega sconfortata la figlia.

“Il medico curante ci ha detto di portarlo immediatamente al Pronto soccorso, abbiamo dovuto chiamare il 118, mio padre è giunto in ospedale in codice giallo, io avevo portato le provette e gli esami eseguiti poche ore prima, ma dopo una prima consulenza è stato “parcheggiato”, è proprio il caso di dirlo, insieme agli altri pazienti. Alle 14.30 sono stati eseguiti gli esami del sangue e non capisco perché non hanno preso in considerazione le provette che avevo con me, dopodiché è stato stabilito che necessitava di un ricovero in Nefrologia ma lì non c’erano posti. Così è stato proposto il reparto di geriatria ma mio padre ha una grave malattia del sangue e anche se aveva un problema renale doveva essere ricoverato in ematologia anche perché con il suo quadro clinico ha bisogno di un ambiente sterile”.

La figlia in preda allo sconforto ha cercato aiuto nelle Forze dell’ordine “Mi sono recata al Posto fisso di polizia ma era chiuso, ho chiamato il 112 e mi hanno passato la questura, ho spiegato la situazione all’operatore e mi ha risposto che ho 90 giorni di tempo per sporgere denuncia, ma io volevo solo un posto dove ricoverare mio padre e alleviare le sue sofferenze, non è giusto che una persona in quelle condizioni deve sostare tante ore al Pronto soccorso senza terapie e senza adeguata assistenza”. E la colpa, naturalmente, non è del personale sanitario ma di tutto un sistema che forse dovrebbe essere rimodulato. Forse anche al Perrino di Brindisi dovrebbe essere attivato un percorso agevolato per i malati oncologi. 

Il caso si è risolto alle 18 quando una dottoressa del reparto di nefrologia ha visitato il 75enne. “Per fortuna questo medico molto scrupoloso si è reso conto della gravità della situazione e ha capito che mio padre aveva bisogno del reparto di Ematologia e non poteva essere ricoverato in Geriatria così si è attivata per trovare un posto in questo reparto. Mi sento di ringraziare questa dottoressa che ha preso a cuore il caso di mio padre e ha fatto il possibile perché ricevesse un’assistenza adeguata al suo quadro clinico ma se non fosse capitata lei come sarebbe andata a finire? Possibile che bisogna incrociare le dita perché ti capiti un medico in gamba e umano?”.

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