Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Riconversione dei Pronto soccorso, disagi anche per il personale sanitario

La nuova "Rete dell'emergenza-urgenza" della Regione Puglia approvata il 28 ottobre scorso, che ha stabilito la riconversione dei Pronto soccorso di base in Punti di primo intervento (Ppi) e in Punti di primo intervento territoriali (Ppit) sta creando disagi non solo agli utenti ma anche al personale sanitario

BRINDISI - La nuova “Rete dell’emergenza-urgenza” della Regione Puglia approvata, in seduta straordinaria dalla giunta regionale il 28 ottobre scorso, che ha approvato la riconversione dei Pronto soccorso di base in Punti di primo intervento (Ppi) e in Punti di primo intervento territoriali (Ppit) sta creando disagi non solo agli utenti ma anche al personale sanitario. Dopo la protesta del NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche dell’11 gennaio scorso, a chiedere interventi risolutivi, adesso è il responsabile sanità della Funzione pubblica del sindacato Cisl Brindisi-Taranto, Giuseppe Lacorte.

Il funzionario scrive una lettera al direttore generale dell’Asl di Brindisi in cui chiede attenzione “sulla pericolosa situazione in cui versano i tre pronto soccorso di riferimento della nostra Asl e cioè quelli di Brindisi, Francavilla Fontana e Ostuni” e un incontro per trovare le giuste soluzioni per un problema che potrebbe mettere a rischio la salute pubblica. 

Va ricordato che la nuova “Rete dell’emergenza-urgenza” nel Brindisino prevede le seguenti modifiche: i Pronto soccorso di base da 3 diventano 1 L'ospedale di Ostuni(Ostuni), nasce un Punto di primo intervento (San Pietro Vernotico) che in seguito sarà convertito in Ppit, i Punti di primo intervento territoriale da 3 passano a 4 (Ceglie Messapica, Cisternino, Mesagne, Fasano). Questo riordino sta creando grossi intasamenti nei tre centri rimasti attivi. “L’afflusso dell’utenza presso questi centri è in costante aumento, a solo scopo esemplificativo si riportano i dati del Pronto soccorso del presidio ospedaliero di Ostuni nell’arco temporale 2007/2014, periodo durante il quale si è dato atto al processo di riordino della rete ospedaliera con il concentramento delle diverse patologie con i diversi codici di gravità solo nei già menzionati Pronto soccorso, da 17.900 ad oltre 28.000 accessi”. (nella foto a destra il Pronto soccorso di Ostuni)

“E’ fuor di dubbio che la situazione venutasi a creare assuma carattere di gravità. L’aumento dei carichi di lavoro determina, a cascata, una condizione di stress sugli operatori tutti, costretti, inoltre, ad operare in grave carenza di personale (sia comparto che dirigenza) connotando una vera e propria situazione di emergenza assistenziale. Due infermieri in turno (in alcune occasioni solo una unità) con un solo medico a gestire enormi flussi di pazienti nei presidi periferici di Francavilla Fontanana e Ostuni, con ambienti angusti e super affollati che non garantiscono la giusta privacy ai degenti, condizioni queste che non trovano sicuramente riscontro nell’applicazione del Dlgs 81/2008”.

Lettighe da terzo mondo al pronto soccorso di BrindisiSituazione che potrebbe compromettere anche l’efficienza del servizio da parte del personale infermieristico “A tutto questo si deve aggiungere che la condizione appena rappresentata non consente al personale di fruire, in diverse occasioni, non solo dei riposi compensativi ma addirittura, attraverso l’Istituto della “pronta disponibilità”, impiegato immediatamente dopo il turno ordinario per fronteggiare gli innumerevoli trasporti secondari in ambulanza e/o elicottero. È fuor di dubbio che questa condizione pregiudichi, di fatto, una risposta efficace-efficiente del personale impegnato nei servizi in parola”.

“La gestione dei casi critici, la pressione dell’utenza sempre più costretta a lunghe attese, che in qualche caso sfocia in episodi di violenza, la carenza di personale di comparto e della dirigenza medica, l’assenza del personale di supporto durante la turnazione notturna (condizione questa che costringe a funzioni di ausiliario gli infermieri), sono solo alcune delle questioni che originano un costante stress psico-fisico”.

Ancora una volta la Cisl Fp di Brindisi chiede: “una migliore razionalizzazione, ridistribuzione e assegnazione delle competenze previste dal contratto da parte del personale infermieristico in modo da utilizzare meglio le risorse organiche a disposizione; l’attivazione delle “osservazioni brevi” in tutti i Pronto soccorso di riferimento; l’individuazione delle priorità di accesso alle cure del paziente tramite il triage, per evitare di esporre i pazienti più gravi a lunghe attese con le immaginabili ?conseguenze per la loro salute”.

“?Riteniamo, quindi, che i pronto soccorso, per la loro naturale ed insopprimibile prestazione d’opera al cittadino bisognoso, devono essere pervasi da nuovi modelli organizzativi e indispensabili riorganizzazioni che mirino a scelte innovative e funzionali. ?Non intendiamo permettere oltre, che la crisi e l'inerzia politica impedisca di risolvere le problematiche della Sanità della provincia brindisina, che la colpa ricada sempre ed ancora sul personale sanitario schierato in "prima fila", personale che opera grazie al proprio spirito di abnegazione sostituendosi alle grandi lacune organizzative. Si invita a voler concretizzare con carattere d’urgenza un incontro mirato a contemperare gli interessi di tutte le parti, attraverso un percorso di condivisione e armonizzazione aziendale”.

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