Cronaca

“Denaro di provenienza illecita”: due sorelle assolte dall’accusa di riciclaggio

Il Tribunale: “Il fatto non sussiste”. Accusa legata a conti correnti di un’anziana di 86 anni

BRINDISI – Due sorelle brindisine sono state assolte dall’accusa di riciclaggio, mossa inizialmente dalla Procura nell’inchiesta sulla presunta circonvenzione di un’anziana di 86 anni: nei confronti di Emily Filomena Pecere, 38, nata a Francavilla Fontana e Maria Teresa Pecere, 27, “il fatto non sussiste”.

La sentenza

L'avv. Giuseppe LanzaloneLe due imputate, difese dagli avvocati Giuseppe Lanzalone (nella foto) e Gaetano Sansone, hanno incassato il riconoscimento della professione di innocenza con sentenza del gup del Tribunale di Brindisi, Valerio Fracassi. Sono state giudicate con rito abbreviato. Le motivazioni saranno depositate fra 50 giorni. Assoluzione per entrambe era stata chiesta, in occasione della precedente udienza, dal rappresentante della pubblica accusa. Oggi era presente il sostituto procuratore Raffaele Casto.

L’inchiesta

Le indagini furono condotte dalla Guardia di Finanza partendo dalla denuncia sporta da alcuni nipoti della donna di 86 anni. Il 14 ottobre 2018 furono sottoposti a sequestro 435mila euro. Restano bloccati, ad oggi, 200mila euro. La somma, secondo la Procura, sarebbe stata trasferita “abusando dell’infermità di dell’anziana” per effetto delle condotte poste in essere da tre donne, nessuna legata da vincoli di parentela diretti con la pensionata, per la quale venne nominato un curatore speciale.

Le accuse

Con l’accusa di circonvenzione di incapace, il pm Simona Rizzo ha ottenuto il rinvio al giudizio del Tribunale di Brindisi di Clementina Sbano, originaria di Carovigno, 58 anni, e delle figlie  Emily Filomena Pecere e Maria Teresa Pecere, 27 Per Sbano pende il processo. La donna ha sempre rivendicato la legittimità del proprio operato.

Nei confronti di Emily Filomena Pecere e Maria Teresa Pecere, era stata contestata l’accusa di riciclaggio: “avendo ricevuto dalla madre i bonifici sui conti correnti a loro intestati, compivano operazioni tali da ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa”. In particolare, Emily Filomena Pecere “sottoscriveva quote-azioni per un importo di 70mila euro e una polizza assicurativa versando un premio di 30mila il 3 ottobre 2017”. Nella stessa data, la sorella Maria Teresa compiva operazioni analoghe. Lo stesso pm ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste, così come era stato sostenuto dai penalisti Lanzalone e Sansone.
 

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