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Colpi di fucile dopo una lite in strada: non sparò per uccidere

Condannato a un anno e quattro mesi un 59enne di Ceglie Messapica. Il pm aveva chiesto una condanna alla pena di sei anni e otto mesi

CEGLIE MESSAPICA – Non sparò per uccidere. E’ stato derubricato da tentato omicidio a lesioni aggravate il reato contestato a un 59enne di Ceglie Messapica, Vito Caliandro, che il 2 maggio 2018 imbracciò due fucili ed esplose alcuni colpi all’indirizzo del 39enne Antonio Turrisi.

La lite in strada finisce a fucilate

L’uomo, difeso dall’avvocato Aldo Gianfreda, è stato scarcerato subito dopo la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione emessa ieri dal gip del tribunale di Brindisi, Vittorio Testi, al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato. Il pm che ha sostenuto l’accusa, Paola Palumbo, aveva chiesto una condanna alla pena di sei anni e otto mesi di reclusione, oltre a una multa da mille euro, per il reato di tentato omicidio, porto di armi in luogo pubblico e sparo in luogo pubblico.

Il fatto si verificò in via Bottega di Nisco, nel centro di Ceglie Messapica. Da mesi Antonio Turrisi, soggetto che era già noto alle forze dell’ordine per vicende di stalking in ambito familiare, molestava con atteggiamenti minacciosi e provocatori la famiglia di Caliandro. La mattina del 2 maggio, al culmine dell’ennesima lite, Caliandro, esasperato, esplose tre colpi all’indirizzo di Turrisi, con due fucili calibro 12, provocandogli ferite non gravi. 

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