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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca

Confiscato dai carabinieri patrimonio di esponente della Scu

I carabinieri del comando provinciale di Brindisi hanno eseguito una confisca di risorse patrimoniali e finanziarie a carico di un 42enne esponente della Scu

BRINDISI - I carabinieri del comando provinciale di Brindisi, nella mattinata di oggi, giovedì 5 aprile, hanno eseguito una confisca di risorse patrimoniali e finanziarie, disposta dal Tribunale di Taranto, a carico del 42enne Ottavio Fornaro di San Marzano di San Giuseppe (Ta), condannato per associazione di tipo mafioso appartenente alla Sacra corona unita clan “Soloperto”.

Nei suoi confronti è stata emessa anche una misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di cinque anni.

La confisca dei beni di Fornaro è giunta dopo due sequestri anticipati ed è il risultato di un’attività investigativa condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo dei carabinieri di Brindisi sotto la coordinazione della Direzione distrettuale antimafia di Brindisi avviata nel 2016.

Il primo decreto di sequestro anticipato di beni mobili e immobili si riferisce a un valore stimato di 100mila euro. Il provvedimento eseguito nell'aprile di quell'anno riguardava parte del patrimonio di Fornaro, in parte fittiziamente intestato a terze persone, costituito da un conto corrente bancario,  un appartamento ubicato in Taranto e una società  di rivendita pneumatici.

Il secondo provvedimento di sequestro, a complemento del precedente, eseguito a gennaio di quest’anno emesso dal Tribunale di Taranto su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce che ha concordato con le ulteriori risultanze investigative, ha portato al sequestro, a Brindisi e San Marzano di San Giuseppe, di beni costituiti da un centro vendita pneumatici, un capannone industriale, un autocarro e un'auto di grossa cilindrata, il tutto fittiziamente intestato a terza persona, per un valore complessivo di 800mila euro. A Brindisi sono stati confiscati quote societarie e conti correnti. 

Nella legislazione antimafia il ricorso allo strumento della confisca si è incrementato negli anni, tanto da divenire lo strumento privilegiato di contrasto alla criminalità organizzata. La finalità primaria della confisca antimafia è quella di espungere dal circuito economico beni che siano frutto di attività illecite e di contiguità mafiosa. I beni oggetto di confisca possono essere beni mobili ed immobili. I beni mobili sono costituiti da denaro contante, liquidità, titoli, crediti personali oppure autoveicoli, natanti, ecc.I beni immobilisono appartamenti, terreni, ville, aziende. 

I beni immobili, una volta confiscati, vengono trascritti sui registri del "Servizio di Pubblicità Immobiliare" che è in sostanza l'ex Conservatoria per i Beni Immobili. I beni mobili vengono trascritti nei registri del Pubblico Registro Automobilistico e dei Natanti. 

Le trascrizioni sono un atto importante affinché gli intestatari non alienino i beni oggetto di confisca. È importante sottolineare che i beni immobili sono mantenuti al patrimonio indisponibile dello Stato per finalità di Giustizia, di Ordine Pubblico, di Protezione Civile, solitamente vengono trasferiti agli Enti Locali per essere assegnati in concessione a titolo gratuito a comunità, enti, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, comunità terapeutiche, centri di recupero, associazioni varie.

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