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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca

Contrabbando aggravato tabacchi lavorati esteri e corruzione: 6 arresti, anche un finanziere

Operazione "Porto Franco" della Guardia di finanza di Bari. Reati commessi anche a Brindisi. Sequestrati beni per un valore di oltre 100mila euro

BRINDISI - Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari ha dato esecuzione a un’ordinanza, emessa dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta di questa Direzione distrettuale antimafia, applicativa della misura cautelare personale nei confronti di 7 soggetti, di cui 3 in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 1 destinatario dell’obbligo di dimora, nonché del sequestro preventivo di beni (denaro, 1 autoarticolato e 1 autovettura) per un valore di oltre 100mila euro. Tra gli arrestati anche un appuntato scelto in servizio presso iI Gruppo Bari della Guardia di Finanza, si tratta di Vincenzo Azzarello, 41 anni. 

Gli arrestati

Come riporta Ansa, in cambio della sua collaborazione con i contrabbandieri, Azzarello avrebbe avuto somme di denaro dai 10 ai 20 mila e la promessa di un posto di lavoro per la moglie. Il finanziere Azzarello - secondo l'accusa - era incaricato di reclutare e corrompere altri colleghi e di monitorare l'arrivo del carico di contrabbando garantendo l'elusione dei controlli. I finanzieri hanno sequestrato anche 56.700 euro, un autoarticolato usato per il trasporto di 684 casse (6.840 chili) di sigarette di contrabbando di marca Winston Blue e un'auto.

In carcere sono finiti anche Antonio Attolico, 69enne barese, ritenuto il promotore dell'organizzazione criminale, e il 65enne campano Vintantonio Rago. Agli arresti domiciliari Felice Antonio Corcione, 54enne di Napoli, Luigi Rocco, 52enne di Napoli e Georgios Diamatis, 61enne greco. La misura dell'obbligo di dimora a Bari con divieto di espatrio è stata notificata a Ilir Hoxha, 48enne albanese. Altre sei persone sono indagate in stato di libertà.

I reati contestati

Sono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere (per il quale non è stata applicata misura cautelare), contrabbando di sigarette tra i Paesi dell'est Europa, la Grecia e l'Italia, indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, detenzione e porto illegale di armi, corruzione e istigazione alla corruzione di pubblici ufficiali, militari della guardia di finanza in servizio nel porto di Bari e, in particolare, addetti ai varchi doganali. Diamatis è ritenuto il responsabile estero delle fasi di acquisto, trasporto e spedizione dalla Grecia del carico. Corcione rivendeva le sigarette in territorio napoletano, mentre Rago e Rocco erano i finanziatori dell'organizzazione, fornendo il denaro per corrompere i pubblici ufficiali e mettendo a disposizione falsa documentazione di viaggio che serviva come copertura, per esempio relativa al trasporto di prodotti dolciari destinati a Marbella, in Spagna, e locali dove stoccare le sigarette, a Casoria, in Campania. I fatti contestati vanno da agosto 2020, quando un finanziere barese che il collega Azzarello avrebbe tentato di corrompere lo ha denunciato, a gennaio 2021.

L'attività di indagine

L’esecuzione dei provvedimenti cautelari costituisce l’epilogo di un’articolata attività di indagine (convenzionalmente denominata “Porto Franco”) svolta dal Gruppo tutela spesa pubblica del Nucleo Pef Bari - su delega della Procura di Bari Direzione Distrettuale Antimafia - attraverso l’incrocio dei dati risultanti dalle intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, dai tabulati telefonici, dalle registrazioni video, dalle georeferenziazioni satellitari Gps, dalle escussioni di persone informate sui fatti, dall’analisi della documentazione e dei file estrapolati dagli smartphone sequestrati nonché dall’attività dinamica di osservazione, controllo e pedinamento. Le complesse investigazioni hanno consentito di disvelare l’esistenza di un presunto contrabbando aggravato di tabacchi lavorati esteri (Tle) in territorio pugliese, nonché alcune ipotesi di corruzione.

Nel corso delle indagini il Nucleo Pef Bari ha operato un ingente sequestro di sigarette di contrabbando - originariamente dirette al porto di Bari e poi dirottate a Brindisi, con destinazione finale in provincia di Napoli - così effettuando un rilevante riscontro investigativo. In particolare, le Fiamme gialle baresi hanno individuato, nel dicembre 2020, un autoarticolato frigorifero con targa bulgara con un carico dichiarato di dolci, sbarcato al 2 porto di Brindisi e proveniente dalla Grecia, diretto formalmente a Marbella (Spagna), monitorandone in modo occulto l’itinerario sino all’effettivo luogo di destinazione, in località Casoria (Na). Quindi, in collaborazione con militari del Nucleo Pef Napoli, hanno eseguito la perquisizione locale del capannone commerciale dove l’automezzo aveva concluso la propria corsa, la perquisizione personale dei 2 autisti di nazionalità greca nonché dei soggetti impegnati nelle operazioni di scarico e dei relativi veicoli.

Come già accennato le operazioni hanno consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro oltre 6,8 tonnellate di Tle (marca Winston) di contrabbando, 2.915 paia di scarpe marca Adidas contraffatte, 1.596 bottiglie di vini di provenienza illecita ed euro 56.700 in contanti, oltre che l’autoarticolato utilizzato (motrice marca Scania e rimorchio). Pertanto, i militari della Guardia di Finanza hanno proceduto a denunciare  8 soggetti, 7 dei quali tratti in arresto in flagranza di reato per contrabbando di tabacchi lavorati esteri. 

In tale contesto è emerso che il finanziere coinvolto avrebbe accettato la promessa di una somma di denaro dalla compagine contrabbandiera al fine di agevolare l’ingresso del carico di Tle in territorio italiano senza controlli nello spazio doganale del porto di Bari, tentando invano di reclutare a tal fine un collega di stanza sempre al locale porto. Inoltre  avrebbe agevolato il transito di bagagli e degli autobus di un imprenditore albanese (destinatario dell’obbligo di dimora a Bari e del divieto di espatrio) in entrata e in uscita dal porto di Bari verso l’Albania, in modo che fossero omesse le dovute attività ispettive, ricevendo - quale contropartita - ripetute forniture di imprecisati quantitativi di Tle e altre utilità. 

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