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Cronaca Ostuni

Da Ostuni nel mondo per raccontarlo con l'obiettivo

OSTUNI - "L’ultimo inverno è stato particolarmente rigido, con temperature che hanno toccato i quaranta gradi sottozero e ora, per gli orgogliosi pastori nomadi discendenti di Gengis Khan, si prospetta un futuro incerto e drammatico . Otto milioni di capi di bestiame morti hanno obbligato molte famiglie ad abbandonare i magici luoghi del deserto del Gobi per affrontare l’ultimo viaggio verso Ulaan Bator, la capitale mongola che ha visto quasi raddoppiare il numero di abitanti nel volgere di pochi anni . Accampati in periferia, in alloggi di fortuna e senza la prospettiva di un lavoro, vanno incontro al loro tragico destino".

OSTUNI - "L'ultimo inverno è stato particolarmente rigido, con temperature che hanno toccato i quaranta gradi sottozero e ora, per gli orgogliosi pastori nomadi discendenti di Gengis Khan, si prospetta un futuro incerto e drammatico . Otto milioni di capi di bestiame morti hanno obbligato molte famiglie ad abbandonare i magici luoghi del deserto del Gobi per affrontare l'ultimo viaggio verso Ulaan Bator, la capitale mongola che ha visto quasi raddoppiare il numero di abitanti nel volgere di pochi anni . Accampati in periferia, in alloggi di fortuna e senza la prospettiva di un lavoro, vanno incontro al loro tragico destino".

Il racconto è di Marcello Carrozzo, 56 anni, ostunese. Illustra a voce quello che ha documentato con la macchina fotografica nel suo ultimo viaggio in giro per il mondo, inviato a documentare aspetti belli e dolorosi dell'essere umano. Ha realizzato reportage in Siria, Libano, Giordania, Striscia di Gaza, Iraq , Kenya, Congo, Thailandia, Vietnam e in cinque stati dell'India. Nel 2006 ha documentato la guerra tra il Libano e Israele. Ora è appena rientrato dalla Mongolia. L'ha spedito in questa regione dell'Oriente l'Aifo, organizzazione che opera in ambito internazionale sviluppando progetti di cooperazione su base comunitaria. L'Aifo ha chiesto a Marcello Carrozzo di raccontare attraverso i suoi scatti fotografici la Mongolia e i suoi pastori nomadi.

Il fotoreporter ostunese si è fermato due settimane nell'infuocato deserto di Gobi, percorrendo centinaia di chilometri su piste carovaniere, "per incontrare - dice a BrindisiReport - le diverse realtà di questa terra, condividendo con i nomadi cibo e giaciglio, ascoltando nelle fredde notti i canti mescolati agli ululati dei lupi della steppa e svegliarsi al richiamo delle aquile". Ha incontrato e fotografato anche gli Slum, un tempo fieri pastori nomadi, ora profughi. "Sono stati momenti intensi ed emozionanti- aggiunge Carrozzo -, che hanno ispirato i miei scatti fotografici".

Dal suo lavoro saranno ricavati un libro, alcuni calendari e una mostra fotografica che sarà presentata a Roma, Milano, Firenze, Monza e Bologna in eventi che l'organizzazione committente sta già programmando e che vedrà il fotoreporter ostunese impegnato in incontri con gli studenti liceali già a partire dal 29 settembre prossimo e che proseguiranno fino alla fine di febbraio .

Marcello Carrozzo, come dicevamo, è un fotografo di impegno sociale, da anni è in giro per il mondo "per raccontare storie dei mondi altri", con una delicatezza e una sensibilità che oramai lo contraddistinguono. Ha esposto nelle più prestigiose gallerie d'arte italiane e ha realizzato reportage anche per l'Onu, e per il ministero degli Esteri. Nel 2006, il suo libro "E se qualcosa cambia fatecelo sapere", viaggio itinerante tra i campi profughi palestinesi nell'area mediorientale, è stato premiato alla Camera dei Deputati, quale miglior progetto di ricerca sociale. A Seravezza ( Lucca ) nel 2010, presso le prestigiose scuderie granducali, nel consueto appuntamento internazionale di fotografia, Carrozzo ha esposto la mostra "People Somewhere" in contemporanea al fotoreporter americano James Natchway, offrendo ai numerosi visitatori l'opportunità di valutare ed apprezzare i differenti modi di fare reportage fotogiornalistico.

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