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Da tre mesi senza sussidio baliatico, ragazze madri di nuovo in pena

Dopo qualche mese di "serenità" torna la battaglia (se così si può definire) delle ragazze madri di San Pietro Vernotico che usufruiscono del sussidio baliatico, il contributo destinato a minori riconosciuti solo dalla madre

SAN PIETRO VERNOTICO – Dopo qualche mese di “serenità” torna la battaglia (se così si può definire) delle ragazze madri di San Pietro Vernotico che usufruiscono del sussidio baliatico, il contributo destinato a minori riconosciuti solo dalla madre. Alcune di esse non ricevono questo aiuto economico da parte del Comune di San Pietro Vernotico da gennaio scorso, quasi tre mesi senza poter fare affidamento sui 150 euro mensili che spettano loro “di diritto”.

Secondo quanto stabilito di recente dal giudice del lavoro Maria Forastiere, che ha accolto una richiesta di emissione di decreto ingiuntivo nei confronti del Comune di San Pietro Vernotico, infatti: “Il sussidio baliatico configura un diritto fondamentale dei soggetti che si trovano in stato di bisogno economico e sociale, senza che la nascita di tale diritto sia condizionata alla emanazione di provvedimenti amministrativi”.

Il sussidio baliatico a San Pietro Vernotico è stato garantito sia dall’amministrazione precedente guidata da Pasquale Rizzo (ora consigliere di opposizione) che da quella precedente ancora guidata da Gianpietro Rollo. A giugno del 2015 le redini del Comune sono state assunte da Maurizio Renna il sussidio in questione è stato garantito fino a dicembre del 2015, poi è iniziata la pena e le proteste. Fino a giugno 2016 quando, dopo una fase di assestamento legata a problemi di natura finanziaria, l’amministrazione ha erogato nuovamente questo contributo. La serenità di cui si parlava all’inizio è durata fino a fine anno. Poi è cominciata nuovamente la spola verso il Municipio alla ricerca di informazioni sui tempi di erogazione.

in attesa nel comune-2

“Con Rollo ricevevamo 100 euro ogni due mesi, con Rizzo ci hanno dato 100 euro al mese per un anno e poi 150, sempre mensili – racconta una mamma – entro il 20 gennaio di ogni anno si deve presentare la richiesta di riconoscimento del baliatico, a marzo ricevevamo gli arretrati dei due mesi precedenti e da lì in poi il contributo veniva erogato regolarmente entro il 5 di ogni mese. Il 5 marzo è passato, le nostre domande sono in regola ma nessuno fino ad oggi è riuscito a darci garanzie sui tempi. Sta per arrivare il 5 di aprile, dovremmo ricevere tre mesi di arretrati ma non ne abbiamo la certezza”.

Giovedì scorso, nel pomeriggio, dopo alcune ore di attesa un gruppo di mamme è riuscito a parlare con l’assessore ai servizi sociali Valentina Carella che ha assicurato di prendere l’impegno per sbloccare la situazione. I ritardi sarebbero dovuti all’assenza prolungata del segretario generale, poi sostituito, all’assenza per malattia dell’assistente sociale, figura che sarà sostituita nei prossimi mesi perché fondamentale e determinante per alcune procedure come questa e all’approvazione del bilancio in programma per le prossime settimane. 

valentina carella con mamme baliatico-2

“Chiederò al nuovo segretario generale, dopo averlo informato su tutta la situzione, se i soldi per il baliatico possono essere attinti dal fondo di riserva, in quel caso faremo subito una delibera, o se invece bisogna aspettare l’approvazione del bilancio che prevede un capitolo ben preciso per questo genere di erogazioni. In ogni caso cercherò di fare il possibile”. Questo accadeva giovedì scorso nei giorni successivi le beneficiare non sono riuscite a saperne di più almeno sui tempi di erogazione. 

“Ognuna di noi cerca di lavorare per quello che può, è ovvio che non vogliamo essere mantenute dall’amministrazione ma quei soldi, come abbiamo specificato più volte, anche se pochi, risolvono alcune situazioni – ha riferito una delle mamme all’assessore – facciamo affidamento anche su quella piccola entrata e quando manca, anche se può sembrare assurdo, ci ritroviamo nei guai. E' importante capire quando li riceveremo”. Qualcuna ha nuovamente manifestato l'intenzione di rivolgersi a un avvocato. 

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