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Cronaca

Da vittima e testimone a indagato per usura

MESAGNE - Ora sì, un imprenditore di Mesagne, è formalmente iscritto nel registro degli indagati dalla Dda di Lecce per usura. Lo ha comunicato oggi in aula il pm Alberto Santacatterina dopo che venerdì scorso, nel corso della precedente udienza del processo Die Hard se n'era fatto cenno.

MESAGNE - Ora sì, un imprenditore di Mesagne è formalmente iscritto nel registro degli indagati dalla Dda di Lecce per usura. Lo ha comunicato oggi in aula il pm Alberto Santacatterina dopo che venerdì scorso, nel corso della precedente udienza del processo Die Hard in cui si parla di mafia e soprattutto di infiltrazioni nella pubblica amministrazione per la gestione delle assunzioni, l'avvocato Giancarlo Camassa prima, il suo assistito Tobia Parisi (imputato che aveva reso dichiarazioni spontanee) avevano fatto cenno a margine della deposizione di Devicienti come testimone, parte offesa perché vittima di estorsione, al suo presunto secondo lavoro. Ne aveva parlato anche il collaboratore di giustizia Ercole Penna.

Le dichiarazioni di Lino lu Biondu sono state ora private degli omissis: "C'è ancora un'impresa a Mesagne - dice - che fa capo a una persona molto vicina a noi e che ci dà sistematicamente il pensiero. Si tratta dell'impresa (.........) che lavora prevalentemente e anche per conto dell'amministrazione comunale di Mesagne. (.......) svolge anche attività di usura della quale siamo informati e ai cui utili partecipiamo con il solito sistema di rivolgerci per avere denaro contante quando necessario". Nell'udienza odierna sono poi stati sentiti due testimoni riguardo a due attentati intimidatori: quello ai danni del proprietario di una catena di supermercati, Cosimo Scalera, che ha detto al Tribunale, rispondendo alle domande del pm, di aver appreso di essere vittima di estorsione dai giornali, e gli spari contro l'ingresso della macelleria Greco. Sono entrambi fatti avvenuti a Mesagne nell'ottobre 2010. Scopo intimidatotorio e fine estorsivo, naturalmente, come poi confermato dai due collaboratori di giustizia sentiti in videoconferenza, Alessandro Perez e Cosimo Giovanni Guarini che hanno a lungo parlato della Scu e hanno sostanzialmente ripetuto quanto già detto e ridetto sulla sua organizzazione.

La novità, oltre alle insolite dichiarazioni di Scalera il cui volto non era affatto sereno e che ha detto di aver subito un danneggiamento ma che quella di Vito Stano (difeso da Raffaele Missere) altro non era che una richiesta di cortesia e non un'estorsione, è che una vittima che ha subito diversi attentati in passato (per cui sono anche state arrestate delle persone) ora si ritrova da solo al centro di un'inchiesta per usura. Tutto da appurare, ma Penna, va detto, è ritenuto dalla Dda e ormai vi sono anche sentenze che lo sostengono, un pentito del tutto attendibile, perfino nelle virgole.Dovesse essere riascoltato,l'imprenditore andrebbe affiancato da un avvocato e potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere perché "coinvolto in procedimento connesso". Gli imputati nel processo sono: Vincenzo Accolli, Danilo Calò, Ivan Carriero, Francesco Gravina (detto Chicco Pizzaleo), Fabrizio Livera, Tobia Parisi, Ercole Penna, Vito Stano, Giuseppe Stranieri, Vincenzo Solazzo, Massimo Taurisano Pulli.

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