Diffamazione, archiviazione per Cristel Carrisi dopo denuncia di zio e nipote

“Notizia di reato infondata” tanto per il pm quanto per il gip del Tribunale di Lecce. Oggetto della querela era un post scritto dalla figlia di Al Bano e Romina, in risposta a al commento di un utente sul suo profilo Instagram dopo il ricovero in ospedale del padre

Cristel Carrisi raggiante nel giorno del suo matrimonio

LECCE – Notizia di reato infondata, archiviazione per Cristel Carrisi denunciata per diffamazione dallo zio Franco Carrisi, fratello di Al Bano, e dal cugino Marco, per un post che la figlia del cantante e di Romina Power pubblicò sul suo profilo Instagram  dopo il ricovero del padre in ospedale.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce è arrivato alla stessa conclusione del pubblico ministero, al termine delle verifiche partite per effetto della querela sporta dai legali di fiducia di Franco e Marco Carrisi, all’indomani del commento che Cristel Carrisi scrisse sul social network rispondendo a un utente.

Il post diventato oggetto di valutazione sul piano penale è quello datato 23 marzo, subito dopo il messaggio postato da un iscritto a Instagram con il nome di "arnogenesi. Il contenuto del post pubblicato dall’utente sul profilo di Cristel Carrisi era il seguente:  “Metti a tacere tuo zio, tuo cugino Marco, la Lecciso e Rita Dalla Chiesa. È vergognoso. Non lasciare tuo padre da solo con questa gente”.

Erano i giorni di apprensione per la salute di Al Bano, ricoverato in ospedale, a Lecce, dopo un malore. La figlia del cantante aveva risposto così: “Non lascio l’ospedale da 5 giorni, Marco non è nemmeno entrato in camera perché non c’è rapporto. Sono dei poveracci. Capiamoli”.

Il pubblico ministero aveva chiesto l’archiviazione del procedimento a carico di Cristel Carrisi lo scorso mese di giugno sostenendo che non vi fossero estremi per procedere oltre esercitando cioè l’azione penale con richiesta di rinvio a giudizio. Gli avvocati di zio e nipote hanno presentato opposizione con richiesta di identificare l’utente chiamato “arnogenesi” e di conseguenza è stata fissata una nuova udienza.

In questa sede il gip del Tribunale di Lecce ha disposto l’archiviazione sostenendo che il contenuto del commento  non può considerarsi diffamatorio, essendo  manifestazione del pensiero della e donna, pubblicato in un difficile contesto personale e familiare, causato dalla malattia del padre (poi superata).

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